La nuova sinista di Grasso e D'Alema? Abbiamo perso tutti. La versione di Ginoble


Pd, Arcobaleno e nuovi leader: il deputato abruzzese fa il punto sulla neo formazione guiata dal Presidente del Senato


di Lucia Rossini
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
04/12/2017 alle ore 18:13

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Onorevole Ginoble, ha ragione Renzi quando dice che se Grasso sarà il frontman della sinistra, a comandare sarà D'Alema? “Posso parafrasare una frase di Andreotti? A pensar male è brutto, ma spesso ci si indovina. Credo di aver espresso il concetto, poi saranno loro a decidere gli assetti interni, sono personalità forti”.

Pd, Arcobaleno e nuovi leader: il deputato abruzzese fa il punto sulla neo formazione guiata dal Presidente del Senato. Da oggi per il Pd cosa cambia? Il discorso delle alleanze è definitivamente chiuso? “Io credo che questo non faccia bene a nessuno dei due, - osserva - credo che dopo la scissione abbiamo fatto il possibile per cercare di presentarci uniti, ma mi sembra che questo risultato non ci sia, e che di fronte agli elettori, che vedono magari gli altri stare insieme per raggiungere un obiettivo anche quando non condividono, non abbiamo fatto la cosa migliore. Noi del Pd imputiamo questa situazione a coloro che sono andati via e loro viceversa. Ma in questo caso c'è bisogno di oggettività e in parte abbiamo perso un po' tutti”.

Speriamo di ritrovarci subito dopo, aggiunge, “ovvio, sui collegi uninominali questa divisione peserà un po'”. Ma è chiaro che come detto dal Segretario Matteo Renzi Liberi e Uguali è un regalo al centrodestra.

 

MONTI & FORNERO

“Quando le parti di un esercito si dividono, -sottolinea - di fatto si fa un regalo all'esercito avversario. E' pubblica opinione guardare con rancore i provvedimenti di Monti e Fornero. Bisognerebbe però riflettere sul perché due professori, che erano ad insegnare, furono richiamati a servire il paese: perché il centrodestra lo aveva condotto quasi sull'orlo del fallimento”.

E punta il sito contro una sottostima dei danni provocati “dal centro destra che non era tanto diverso rispetto a quello che si presenta adesso”. Sembra, secondo Ginoble, che Berlusconi in questi 15-20 anni sia “passato per caso lungo il destino del nostro Paese, ma insomma, dal '94 al 2007 lui è stato uno dei protagonisti, a mio giudizio tra i protagonisti negativi”.

E certifica: “E' vero che allora fummo costretti a chiamare dei curatori fallimentari, però le ragioni di quella situazione credo che andassero ricercate nel malgoverno fino al 2013, non c'era un indicatore economico che desse un minimo di speranza. Quindi se le nostre divisioni permettessero al centrodestra di fare questo, avremmo una buona parte di responsabilità”.

 

ULIVO BIS?

Ma oggi il quadro è fore ancora più delicato: si rischia la situazione che fece terminare l'Ulivo? Perché il Pd nei sondaggi è in picchiata? “Credo ci sia una maggiore consapevolezza, anche perché le esperienze passate servono a non ripetere gli stessi errori. In questo i dissidi di carattere personale hanno un grosso peso. Ma su questo si gioca anche la capacità e la stima verso una classe dirigente, ossia la capacità di superare i momenti complicati, i dissidi interni e fare un progetto comune. Sarebbe un vero peccato se non si riuscisse a continuare, questi 4 anni possono essere visti con occhi diversi a seconda di chi li guarda. Però dal 2013 al 2017 il Paese è cambiato; e il fatto di aver affrontato e approvato alcuni temi sui diritti civili, che erano 30 anni che navigavano da una parte all'altra del Parlamento, mi rende orgoglioso come membro del Partito Democratico”.

 

ERRORI

Poi non tutto ha funzionato, ammette, “abbiamo fatto tutto quello che eravamo in quel momento in grado di fare tenendo conto che non avevamo vinto le ultime elezioni, non eravamo il governo Berlusconi con 100 parlamentari in più”.

Ma una domanda, netta, va fatta: dove ha sbagliato Renzi? “Ne parlavo qualche giorno fa con Franco Marini. Io credo che, tenendo conto della sua giovane età, Renzi abbia fatto tutto quello che un 40enne potesse fare. Soprattutto quello di averci ridato il rispetto, come rappresentante del Paese, da parte dei nostri partners europei e anche oltre. Io faccio spesso un unicum tra governo Renzi e governo Gentiloni, ma hanno caratteri diversi, Renzi in quel momento è stato anche più di rottura e questo è stato positivo in un periodo in cui sembrava che la stagnazione ci avesse avvolto. Gentiloni – conclude - governa secondo il suo carattere, ma la politica è anche questo, è fatta di persone: ognuno ci mette la propria sensibilità, la propria umanità, il proprio cinismo, tutte cose che appartengono alle persone e non solo ai politici”.

 

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