Il virus della crisi anche su Nereto: fatti, analisi, scenari


L'amministrazione comunale sfiduciata con le dimissioni della minoranza e di esponenti della maggioranza legati al Pd


di Fabio Capolla
Categoria: ABRUZZO
30/11/2017 alle ore 15:39

Tag correlati: #abruzzo#impaginatoquotidiano#nereto

Erano gli anni 80 e Nereto rappresentava il centro più importante della Val Vibrata. Era sinonimo di jeans, il marchio Wampum girava in tutto il mondo e in ogni stadio d'Italia si vedeva il cartellone che pubblicizzava l'azienda.

 

IERI

Ogni martedì Nereto era luogo di incontro, in occasione del mercato settimanale, di tantissime persone che giungevano da ogni zona del circondario. Nereto era anche il paese delle scuole superiori. Chi voleva frequentare il liceo scientifico o ragioneria andava a Nereto.

Lì si cresceva, si facevano incontri, nascevano amicizie, e gli imprenditori avevano possibilità di selezionare giovane personale. A Nereto, a novembre, in occasione della festa di San Martino, c’era la fiera degli animali e tutto il contado si incontrava per vendere, comprare.

 

OGGI

Nereto oggi ha cambiato completamente volto, non esiste più tutto quel mondo che creava economia, che dava un senso al piccolo paese dell'entroterra teramano, non lontano dalle Marche. Una data purtroppo nefasta che può far da confine tra il passato e il presente e quella del 2 giugno 2005, Quando in una villetta del centro del paese vengono ritrovati i corpi senza vita dell’avvocato libero Masi e di sua moglie Emanuela Chelli, un episodio di efferata violenza ancora oggi senza responsabili, gli autori non sono mai stati identificati.

Da quel giorno Nereto ha cambiato volto e la tristezza ha preso il sopravvento in ogni azione quotidiana. Dall'economia alla politica, dalle attività produttive ai giovani. Negli anni successivi molte aziende che lavoravano a façon per le fabbriche di jeans della zona hanno chiuso, come hanno chiuso tante lavanderie industriali che erano anima del territorio e fonte di reddito per tante famiglie.

La politica da allora ha fatto l'ordinaria amministrazione e forse neanche quella. Nereto è stata invasa dai cinesi che a poco prezzo hanno comprato fabbriche e macchinari. Negli anni scorsi di Nereto si è parlato sempre in maniera negativa solo perché un'amministrazione comunale, in una zona del centro storico dove sorgeva l'ex campo di calcio “Romeo Menti” voleva fare una colata di cemento. Sono scesi in piazza comitati di cittadini a difesa dell'area e qualcosa sono riusciti a ottenere. ma Nereto è rimasta quella città triste che è oggi.

 

SENZA GUIDA

E oggi Nereto è una città senza guida. L'amministrazione comunale è stata sfiduciata con le dimissioni della minoranza e di esponenti della maggioranza legati al Pd. Centro-destra e centro-sinistra abbastanza legati tra loro dentro liste civiche non sono stati capaci di portare avanti un discorso comune che guardasse ai reali bisogni del territorio. E' stato molto più facile discutere e litigare nelle stanze della politica, dentro il consiglio comunale, all'interno delle commissioni. Tutti incuranti di ciò di cui i cittadini avevano bisogno.

“Per tutti noi, non è più possibile tollerare una tale assurda e imbarazzante situazione contraddistinta anche dal totale smantellamento della macchina amministrativa attraverso lo smembramento del personale in tutti gli uffici comunali sprovvisti dei responsabili nelle aree: finanziaria, tributi, anagrafe e polizia locale oltre a ciò l’esempio lampante risulta essere la totale assenza dei vigili urbani oltre alla carenza cronica di operai che ha determinato il poco decoro urbano”, scrivono i consiglieri dimissionari. Anche quelli di maggioranza che avrebbero potuto lavorare per evitare che la situazione degenerasse.

“La nostra valutazione non può che essere molto negativa, altresì di come è stato gestito il Consiglio Comunale, che è diventato un bivacco, con interventi tecnici che purtroppo si sono fermati alla forma degli atti amministrativi e che hanno snaturato il ruolo politico di questa assemblea. Si pensi all’abolizione delle commissioni consiliari permanenti che, di fatto, corrisponde ad una eliminazione di spazi di confronto democratico”.

Tanto politichese e pochi fatti nelle parole espresse dai consiglieri che hanno determinato la caduta del sindaco. Pochi fatti dedicati ai cittadini, pochi fatti dedicati ai progetti per rilanciare un paese dove in pochi avrebbero voglia di trasferirsi a vivere. Nereto oggi è questa ed è lo specchio, in negativo, di una politica che sta coinvolgendo tanti altri luoghi d'Abruzzo. Basti pensare a Teramo, capoluogo di provincia e poi andare oltre.

 

PD

Ma il segretario regionale del Pd, rigetta l'ipotesi di paragonare Nereto ad altri posti, a cominciare da Teramo. “Nereto è una dinamica locale – ha detto Rapino - Teramo è capoluogo di provincia. Certamente apriremo una riflessione che è dovuta, esistono problemi interni che analizzeremo. C'è amarezza, comunque, quando cade un'amministrazione”.

 

FI

Sulla sponda opposta, Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia offre anche lui una lettura legata ai problemi prettamente locali. “Ritengo che a Nereto – ha sottolineato Pagano - le motivazioni che hanno portato alla caduta del sindaco di centrosinistra con le dimissioni dei consiglieri di opposizione e di alcuni esponenti della maggioranza siano da ricondurre ad un malessere locale. Le dichiarazioni dei consiglieri dimissionari chiariscono che la guida del Sindaco e della sua giunta non erano più in sintonia con la propria maggioranza e con la comunità locale di Nereto”.

Attento, critico e razionale anche nell'esame di quanto sta accadendo a Teramo. “La crisi al Comune di Teramo – ha aggiunto il responsabile regionale di Forza Italia - vive anch'essa su contraddizioni interne ad una maggioranza che ha dimostrato in questi anni scarsa compattezza tra i consiglieri. Anche se continuerò a lavorare affinché il sindaco Brucchi possa portare a conclusione il proprio mandato nell'interesse dei cittadini di Teramo. In generale non ritengo che vi sia una situazione di crisi generalizzata del sistema politico regionale. E' sempre difficile per un sindaco mantenere gli equilibri politico-amministrativi, soprattutto ora che le liste civiche sono presenti un po' ovunque e i partiti non hanno più il controllo assoluto. In ogni caso mi sembra indubitabile che il centrodestra nella nostra regione viva una fase positiva dopo un lungo periodo difficile. Alle ultime elezioni amministrative infatti abbiamo vinto quasi ovunque e nei sondaggi veniamo dati in costante crescita di consenso e di fiducia”.

Rimane però la difficoltà di riportare i cittadini a votare. Questi scenari di crisi, di commissariamenti, di elezioni anticipate sgretolano giorno per giorno le aspettative più banali di chi vuole veder crescere il territorio in cui vive.

 

twitter@ImpaginatoTw