Pescara, finita l'emergenza acqua in due scuole: e adesso che succede?


Il sindaco Alessandrini revoca il divieto ma Perfetto sottolinea il disaccordo tra Asl e Aca



A Pescara è finita l'emergenza acqua in due scuole: ma i cittadini adesso si interrogano sul futuro. C'è stato qualche errore di valutazione nei controlli? Troppo allarmismo? O troppa leggerezza?

Partiamo dai fatti: il sindaco Marco Alessandrini, seguendo l'iter normativo previsto dalla legge, ha revocato il divieto di utilizzo negli istituti Piazza Grue e Bosco dopo una seduta della Commissione Ambiente.

 

SI BEVE DI NUOVO

Data la delicatezza della cosa, alla seduta erano presenti, oltre al presidente Fabrizio Perfetto e all'assessore all'Ambiente Simona Di Carlo, anche i tecnici che sin dall'inizio hanno seguito la vicenda: per l'Aca il presidente Luca Toro, il direttore tecnico Lorenzo Livello e il responsabile tecnico Lucia Bergia, per la Asl i responsabili del relativo servizio Giorgio Robuffo e Concetta Chiola e diverse associazioni ambientaliste.

 

ACA E ASL BISTICCIANO SUI DATI

"La Commissione voleva fare chiarezza sulla situazione, anche se quello che è emerso è il serrato disaccordo fra Aca e Asl sulle procedure – dice il presidente della Commissione Fabrizio Perfetto – Dai dati che sono stati citati durante i lavori parliamo di valori veramente bassi e a detta dei tecnici questa variabilità risulterebbe normale. Come Amministrazione dobbiamo pretendere che Aca e Asl si attengano a tutto ciò che prevede la legge, sia nei controlli che nelle procedure, così come nella manutenzione, pulizia e monitoraggio, per garantire che ogni singolo cittadino possa fruire del servizio in maniera chiara e sicura. Questo specie nelle scuole che ospitano utenze importantissime della nostra città e ogni famiglia deve essere sicura di affidare il proprio figlio a strutture al passo con realtà europee, come vogliamo".

 

LA PAURA RESTA

Ma tra i cittadini inizia a serpeggiare la paura: se i valori erano così bassi come mai è stata disposta l'ordinanza? E soprattutto, da oggi in poi ci potrebbe essere un nuovo rischio relativo all'acqua potabile?

Rassicura tutti l'assessore all'Ambiente Simona Di Carlo: "Continueremo a tenere alta l'attenzione sulla qualità dell'acqua perché il Comune è il riferimento cardine della Città in questa vicenda. Comprendo che tale materia sia una materia dinamica e che pertanto possa essere esposta a tante variabili, prevedibili o non, che determinano una minima alterazione dei valori. Detto ciò gli enti preposti piuttosto che rimbalzarsi reciproche contestazioni sulla procedibilità dei campionamenti, come emerso durante la Commissione di oggi, devono trovare una sinergia di lavoro più compiuta e a vantaggio dei cittadini che aspettano informazioni chiare e sicure sulla potabilità dell'acqua che beviamo. La Asl continuerà il monitoraggio sulle scuole, operazione su cui abbiamo preteso tempi concisi, anche se le ordinanze di revoca emesse oggi comprovano questa variabilità dei dati e il ritorno al normale utilizzo dell'acqua nelle scuole e delle utenze finite sotto la lente".

 

MA IERI...

Lo scorso 3 ottobre dopo i controlli dell'Aca, che avevano già riscontrato anomalie in due fontane pubbliche (accanto all’Aurum e in piazza dei Grue), per ben venti abitazioni di piazza Grue oltre alla vicina scuola materna era scattata l'ordinanza del sindaco. Erano stati effettuati una serie di controlli dalla stessa Aca che avevano indirizzato il primo cittadino ad impedire l'uso dell'acqua “per usi potabili, per l’incorporazione negli alimenti e come bevanda, fino a quando non saranno riscontrati risultati analitici di campioni conformi per la potabilità dell’acqua”.

Lo scorso 9 settembre tra la pineta dannunziana e in via del Santuario, erano stati gli attivisti del Forum H20 e del M5S a richiamare l'attenzione dell’assessore Di Carlo, che però aveva replicato di stare tranquilli. Dall'Aca, avevano risposto, “ci arrivano assicurazioni sul fatto che il problema non riguarda la rete idrica al servizio delle abitazioni, ma le sole fontanine e da quanto ci viene riferito risiede nello stato dell’ultimo tratto delle tubature su cui l’acqua scorre e ristagna”.

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