"iPerché" di Impaginato, risponde il Sottosegretario Della Vedova: vi spiego cos'è Forza Europa


In vista della kermesse milanese del 23 e 24 settembre con Bonino, Cottarelli, Scognamiglio, Giannino, Cappato, Cazzola, De Nicola



Limiti intesi come ostacoli all'eurocrescita che vanno rimossi. Obiettivo voler migliorare le cose (tramite la politica), non smantellare antipoliticamente tutto. E lanciando l'allarme contro quegli avventurieri che mirano a sfruttare la stagnazione e la crisi offrendo in cambio razzismo e demagogia.

Sono le strategie alla base del movimento Forza Europa, coagulatosi attorno al Sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, che in questa conversazione con Impaginato.it ne traccia perimetro e visioni in vista della kermesse del prossimo fine settimana a Milano con, tra gli altri, l'adesione di Bonino, Cottarelli, Scognamiglio, Giannino, Cappato, Cazzola, De Nicola, Falasca e Palma.

D. Perché, proprio quando emergono tutti i limiti dell'Ue, va trovata una risposta in Forza Europa?

R. Limiti della Ue? Semmai questa è la fase della storia in cui più percepiamo le opportunità e l'importanza dell'integrazione europea e delle istituzioni comunitarie, grazie alle quali un continente da secoli diviso e belligerante ha conosciuto il più duraturo periodo di pace e prosperità. I limiti semmai sono gli ostacoli che alcuni governi nazionali pongono al miglioramento e al completamento del processo di integrazione.

D. Perché "Forza Europa" insegue i valori del futuro?

R. Forza Europa riconosce il valore irrinunciabile della società aperta contro quella chiusa. Nessuno - e figuriamoci dei riformatori come noi - crede che le istituzioni europee e le scelte europee non vadano migliorate, adeguate, modernizzate. Ma questo vale anche per l'Italia o la città in cui viviamo: ci occupiamo di politica per migliorare le cose, non per smantellare tutto. Se a Roma non funziona il trasporto pubblico magari promuoviamo un referendum per la messa a gara pubblica del servizio come hanno fatto i Radicali Italiani, non proponiamo la dissoluzione della città di Roma! Idem a livello nazionale: diciamo Forza Europa perché vogliamo una Italia più europea, come abbiamo detto nell'evento organizzato a fine luglio a Roma, cui hanno partecipato tra gli altri anche Emma Bonino e Carlo Calenda.

D. Perché la doppia moneta proposta da Berlusconi cozza con la razionalità economica?

R. Guardi, la 'parziale sovranità monetaria' proposta da Berlusconi è un po' come il 'quasi gol' di Carosio, una bugia autoconsolatoria. Una nostalgia per l'Italia delle Am-Lire della rinascita dopo il disastro fascista o degli anni prima dell'Euro: due mondi lontanissimi che non ritorneranno mai più. L'Italia deve invece guardare avanti e stare sempre più saldamente in Europa e nell'euro per crescere, competere nei mercati mondiali e dare occupazione: con l'euro e grazie all'euro siamo un paese che ha aumentato costantemente la sua quota di esportazioni. Dobbiamo saperlo fare sempre meglio, valorizzando il minor costo delle materie prime importate che l'euro ci consente di avere con sempre maggiori produttività, qualità e capacità di penetrazione dei mercati. Tornare alla liretta significherebbe imporre agli italiani una penosa riduzione di valore dei loro risparmi, dei loro patrimoni e del loro lavoro.

D. Perché Fi pensa di riuscire a stemperare il salvinismo?

R. Se Berlusconi e Forza Italia pensano di moderare 'parzialmente' il nazionalismo di Salvini e Meloni, ormai soci di maggioranza del centrodestra, è perché purtroppo sono al traino politico e culturale di chi da anni predica contro l'Unione europea e ne vuole uscire.

D. Perché Renzi dice che il problema dell'Italia non è il Pd, ma Grillo e Salvini?

R. Perché il problema dell'Italia non è ovviamente un partito politico con le sue legittime pluralità, problemi interni, ambiguità, ma comunque orientato al governo del Paese con senso delle istituzioni. Il problema dell'Italia è il tentativo pericoloso di alcuni avventurieri di sfruttare la frustrazione e il malcontento di anni di stagnazione, crisi e inevitabili cambiamenti epocali con programmi politici orientati al razzismo e a una miope demagogia.

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