Pescara Vecchia, la stretta sulla movida è finita ma il Comune prepara una nuova ordinanza



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
15/09/2026 alle ore 07:47



È scaduta a mezzanotte di ieri l’ordinanza che ha limitato la movida notturna a Pescara Vecchia. Una pausa destinata però a durare poco. Il Comune è infatti in attesa degli ultimi dati dell’Arpa Abruzzo sul livello di rumore e, qualora venissero confermati i superamenti dei limiti, il sindaco Carlo Masci dovrebbe firmare entro giovedì un nuovo provvedimento.

Le restrizioni riguarderebbero ancora una volta l’area compresa tra via dei Bastioni, piazza Unione, corso Manthonè, piazza Garibaldi e via delle Caserme. L’impianto sarebbe analogo a quello già adottato per piazza Muzii: dal venerdì alla domenica, dalle 24 alle 6, stop alla somministrazione all’esterno su tavoli e sedie, sia nelle aree pubbliche sia in quelle private. Previsto inoltre il divieto di vendita per asporto e di consumo sul posto di bevande alcoliche. Rimarrebbe invece consentita la vendita con consegna a domicilio.

Proprio oggi il tema torna al centro dei lavori della Commissione comunale Ambiente, presieduta da Roberto Carota (FdI). All’ordine del giorno c’è il piano di risanamento acustico del centro storico, con l’illustrazione delle osservazioni presentate dai cittadini. Il piano interviene sulle attività consentite nelle aree in cui l’Arpa ha rilevato il superamento dei limiti acustici. Le osservazioni saranno quindi trasmesse al Consiglio comunale per le valutazioni successive.

Nel frattempo, gli uffici comunali stanno già lavorando alla nuova ordinanza, che potrebbe entrare in vigore già nel prossimo fine settimana. La firma del sindaco è attesa tra mercoledì e giovedì, una volta acquisiti i risultati delle rilevazioni.

Sul provvedimento resta però il malcontento degli esercenti, che chiedono una strategia più ampia per la zona. «La situazione di Pescara Vecchia non è delle migliori. Il problema riguarda soprattutto la qualità della zona e, di conseguenza, la sua capacità commerciale, in particolare nelle ore serali», osserva Mario Basile di Premiere. Secondo l’esercente, il problema non riguarda soltanto la movida, ma una più generale «desertificazione sociale, urbana e progettuale».

Basile non chiede di cancellare l’ordinanza, ma di modificarla: «Può essere uno strumento utile, ma non può diventare la soluzione a un problema molto più ampio». Per rilanciare Pescara Vecchia, aggiunge, servono nuove attività, un’offerta di maggiore qualità, investimenti privati e interventi dell’amministrazione. L’obiettivo deve essere quello di «restituire alla zona identità, qualità, sicurezza e attrattività».

Critico anche Luca Falcone dello Scumm, che guarda alla fine dell’estate con l’auspicio che si possano correggere le criticità emerse. «Si conclude questa estate mutilata dalla seconda ordinanza, con la speranza che si rimedi agli errori e si mettano in campo altri strumenti magari in accordo con i residenti e gli esercenti della zona», afferma.

Falcone racconta le difficoltà vissute durante la stagione: «È stato surreale dover spiegare ai turisti presenti che a mezzanotte dovevano lasciare i tavolini e spostarsi dentro, al chiuso, in locali di pochissimi metri quadri». E proprio sull’accoglienza punta la sua critica: «L’estate è sempre stato il momento in cui a Pescara Vecchia si poteva fare un lavoro di accoglienza per chi volesse stare tranquillo e lontano dal caos, ma ci hanno tolto anche questo». Il bilancio, conclude, è negativo: «I locali aperti erano meno della metà dell’estate scorsa, non una bella cartolina per la città».