Il Comune di Pescara e la Regione Abruzzo avrebbero impiegato oltre 256 mila euro di risorse europee e nazionali destinate al sistema educativo integrato 0-6 anni per rimborsare alle famiglie le spese sostenute per asili nido e mense scolastiche, rinunciando a investimenti strutturali finalizzati all'ampliamento e al miglioramento dei servizi educativi. È la denuncia del consigliere comunale del Partito Democratico Marco Presutti, che critica la scelta dell'amministrazione guidata dal sindaco Carlo Masci.
Secondo Presutti, le risorse del Piano nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni, introdotto dal decreto legislativo 65 del 2017, hanno finalità ben precise: favorire la continuità educativa tra nidi e scuole dell'infanzia, incrementare i posti disponibili, sostenere la formazione del personale e realizzare poli educativi integrati.
Il consigliere punta il dito contro quanto illustrato in Commissione Politiche per l'Istruzione, dove sono stati presentati i rimborsi relativi agli anni educativi 2023-2024 e 2024-2025, finanziati attraverso il Piano 0-6 e il Programma regionale Fse+ Abruzzo, per un importo complessivo di 256.907 euro destinato alle famiglie con un Isee fino a 40 mila euro.
"Un rimborso rappresenta certamente un aiuto economico, osserva Presutti, ma non può essere scambiato per una vera politica educativa. Si tratta di un intervento che esaurisce i suoi effetti nel breve periodo e che non lascia sul territorio nuovi servizi, nuovi posti negli asili o strumenti capaci di rafforzare la continuità pedagogica prevista dalla normativa nazionale".
L'esponente del Pd evidenzia come in altre regioni italiane, tra cui Emilia-Romagna, Veneto e Marche, le stesse risorse vengano utilizzate per consolidare il sistema educativo attraverso il coordinamento pedagogico territoriale, la creazione di nuovi posti nei nidi e la realizzazione di strutture integrate dedicate alla fascia 0-6 anni.
Per Presutti, a Pescara le poche esperienze positive di collaborazione tra nidi e scuole dell'infanzia esistono soprattutto grazie all'impegno di dirigenti scolastici, insegnanti ed educatori, che portano avanti percorsi condivisi nonostante l'assenza di una programmazione istituzionale organica.
Da qui l'appello rivolto all'amministrazione comunale e alla Regione: utilizzare le risorse del Piano 0-6 per costruire un sistema educativo stabile e integrato, anziché limitarne l'impiego a misure di sostegno economico alle famiglie. Secondo il consigliere democratico, è necessario passare da interventi emergenziali a una pianificazione capace di rafforzare in modo duraturo l'offerta educativa cittadina, valorizzando il lavoro delle scuole e creando nuovi servizi per l'infanzia.