Completato l’iter parlamentare del Piano Casa, programma strategico che persegue tre grandi linee, al fine di affrontare in maniera decisa l’attuale emergenza abitativa.
Recuperare l’edilizia residenziale pubblica già esistente (case popolari), effettuando interventi di manutenzione sugli immobili attualmente non utilizzabili per via delle degradate condizioni di conservazione o con impiantistica non a norma di legge;
Rafforzare l’housing sociale, mediante la costituzione di un fondo Housing nel quale far confluire gli immobili di Stato, Regioni, Enti locali, Enti pubblici, società a partecipazione pubblica, da destinare a progetti di edilizia sociale per locare o vendere con riscatto, immobili per giovani, anziani e disabili gravi, rientranti in determinati parametri Isee;
Sviluppare l’edilizia convenzionata agevolata, da destinare a determinate categorie di lavoratori, nell’ambito della quale le imprese costruttrici saranno agevolate nelle procedure amministrative, nel superamento degli ostacoli burocratici e nell’approvvigionamento di finanziamenti. I complessi edilizi così realizzati dovranno essere messi in vendita, o in affitto, sul mercato a prezzi e canoni calmierati per almeno il 33% dei valori di mercato e per almeno il 70% dell’investimento complessivoprogrammato. Le imprese impegnate in questi progetti dovranno dimostrare adeguate capacità economiche e finanziarie, una documentata esperienza nella realizzazione e gestione di programmi edilizi analoghi oltre ad un impegno formale a mantenere la destinazione convenzionata degli immobili per l’intero periodo del vincolo.
Obiettivo finale di questo programma articolato ed integrato, rendere disponibili circa 100mila alloggi in 10 anni, semplificando le procedure operative e applicando apposite deroghe, utilizzando fondi privati e pubblici, italiani ed europei.
Numerosi sono i decreti attuativi che dovranno completare il percorso normativo, promossi sotto la guida di Pasquale Squitieri, attuale Commissario del Piano Casa, in carica fino al 31 dicembre 2027, che seguirà nel dettaglio:
-la ricognizione dei fabbisogni,
-l’identificazione degli immobili ritenuti non redditizi o inutilizzati nell’ambito dell’intero programma,
- l’articolazione del programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale,
avendo altresì
-poteri di ordinanza in merito alle deroghe normative che saranno immediatamente efficaci e direttamente pubblicate in Gazzetta Ufficiale,
-possibilità di gestire conferenze di servizi complesse,
-potere per autorizzare consegne in urgenza e
-decisione di intervento per lavori supplementari.
La “catena operativa” sarà invece così composta:
Ministero delle Infrastrutture provvederà ad erogare i contributi verso i soggetti attuatori, coordinando e gestendo le fonti di finanziamento,
Invitalia sarà il gestore materiale dei vari ambiti operativi,
Cassa depositi e prestiti sarà l’investitore istituzionale finanziato dal Ministero delle Infrastrutture nonché veicolo finanziarioattrattore anche di capitali privati.
Le risorse di finanziamento dell’intero programma si distinguono in :
-spesa complessiva di 970milioni di euro per il periodo 2026-2030, inserite nel bilancio statale alla voce Piano casa,
-utilizzo del 50% delle risorse del Fondo sociale per il clima dell’Unione europea (circa 4 miliardi di euro) destinate al sostegno delle famiglie vulnerabili,
-spesa di 4,8 miliardi di euro distribuita nel periodo 2027-2034, erogata dallo Stato ai Comuni per progetti di rigenerazione urbana,
-leva di finanziamenti privati stimabile in almeno 1 miliardo di euro, proveniente da programmi di investimento in edilizia agevolata.
L’operazione delineata dal Piano Casa rappresenta un intervento strutturale di ampia portata, capace di generare effetti positivi su più livelli.
Consente di restituire funzione e valore a un patrimonio immobiliare oggi inutilizzato o degradato, trasformandolo in risorsa concreta per rispondere al fabbisogno abitativo.
Attiva un significativo indotto economico, stimolando il settore delle costruzioni, dell’impiantistica e dei servizi collegati, con evidenti ricadute in termini di occupazione e sviluppo.
La combinazione tra risorse pubbliche e capitali privati, unita alla semplificazione delle procedure e al rafforzamento dei poteri attuativi, mira a ridurre i tempi di realizzazione e a garantire maggiore efficienza operativa.
Il Piano Casa risulta a tutti gli effetti una leva strategica per la rigenerazione urbana, la soddisfazione della domanda abitativa e l’aumento della valorizzazione complessiva, in maniera efficace e tempestiva, del patrimonio immobiliare italiano.