Arriva sul filo di lana l’inaugurazione della prima e, al momento, con ogni probabilità unica Casa di Comunità completata in provincia di Pescara, quella di Cepagatti. A sollevare la questione è Antonio Blasioli, vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo ed esponente del Partito Democratico, che punta il dito contro i ritardi accumulati dalla Asl di Pescara nella realizzazione degli interventi previsti dal Pnrr.
Secondo Blasioli, l’azienda sanitaria non sarebbe riuscita a rispettare la scadenza fissata al 31 marzo 2026 per il completamento delle strutture programmate nei comuni di Pescara, Penne, Spoltore, Montesilvano e Scafa. Di fatto, quasi tutte le Case di Comunità previste nel territorio provinciale risultano ancora incomplete, con la sola eccezione di Cepagatti.
L’esponente dem sottolinea come proprio nel caso di Cepagatti gli interventi necessari fossero limitati, trattandosi di una struttura già esistente e non di una nuova realizzazione. Nonostante ciò, evidenzia, restano ancora da completare le procedure di collaudo, previste entro il 30 giugno 2026.
Particolarmente critica, secondo Blasioli, la situazione di Scafa, indicata come il caso più problematico: i ritardi accumulati sarebbero ormai difficilmente recuperabili, mentre i costi dell’intervento avrebbero registrato un incremento del 75% rispetto alle previsioni iniziali.
Da qui l’affondo politico contro la maggioranza di centrodestra, accusata di puntare su inaugurazioni simboliche e operazioni mediatiche più che sul rispetto concreto degli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo Blasioli, il taglio del nastro di Cepagatti rischia di trasformarsi in una vetrina propagandistica, a fronte di un bilancio complessivamente negativo sullo stato di avanzamento delle opere sanitarie nella provincia pescarese.