Si respira un cauto ottimismo dopo il tavolo operativo convocato al Mit dal ministro Matteo Salvini per affrontare le criticità causate dal maltempo lungo il versante adriatico, in particolare tra Molise, Abruzzo e Puglia. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti e i vertici di Fs, Anas, Rfi e Autostrade per l’Italia.
Dal confronto è emersa la possibilità di riaprire già nei prossimi giorni l’autostrada A14, in entrambe le direzioni, nel tratto tra Vasto Sud e Poggio Imperiale. La riattivazione della viabilità dipenderà comunque dall’evoluzione della frana che ha interessato l’area. Stesso discorso per alcune arterie statali: la SS16 (dal km 531+800 al km 535+800) e la SS709 (dal km 0 al km 6) potrebbero tornare percorribili non appena le verifiche tecniche lo consentiranno.
Sul fronte ferroviario, è stato autorizzato l’avvio immediato dei lavori sulla linea adriatica: gli interventi partiranno in serata e dovrebbero permettere il ripristino della circolazione già entro venerdì.
Nel frattempo, il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, dopo un sopralluogo a Petacciato e un vertice in Comune, ha sottolineato che la situazione appare in miglioramento rispetto alle prime ore. Tuttavia, ha invitato alla prudenza: prima di procedere con riaperture definitive, è necessario accertare che il movimento franoso si sia stabilizzato.
Ciciliano ha inoltre spiegato che il ritorno alla normalità sarà graduale: si potrà iniziare con riaperture parziali, come sensi unici alternati sulle strade o limitazioni sulla linea ferroviaria, ad esempio con velocità ridotte o meno treni in circolazione. Soluzioni temporanee che, pur non ideali, permettono comunque di evitare il blocco totale delle infrastrutture.
La frana di Petacciato, definita “intermittente”, ha registrato uno spostamento di circa un metro e trenta. L’obiettivo ora è che il terreno resti stabile, così da consentire interventi rapidi e duraturi per ristabilire i collegamenti lungo tutta la dorsale adriatica, attualmente fortemente compromessa.