L’ombra di un nuovo blocco nazionale, questa volta di natura energetica, si allunga minacciosamente sull’Italia a causa della crisi nello Stretto di Hormuz. Senza una rapida riapertura di questo snodo vitale, il Paese rischia di scivolare in un vero e proprio lockdown energetico già a partire dal mese di maggio. Si tratta di un pericolo concreto per il governo guidato da Giorgia Meloni, la quale ha ammesso apertamente che l’Italia non dispone di riserve sufficienti per gestire un’interruzione prolungata. A dare voce ai timori dell’esecutivo è stato anche il ministro della Difesa Guido Crosetto che, in un colloquio con il Corriere della Sera, non ha nascosto la gravità della situazione confermando che il rischio di un blocco di gran parte del sistema Paese è l'ipotesi che più si teme in questo momento.
Proprio per scongiurare questo scenario la Premier ha affrontato una delicata missione diplomatica di due giorni nella penisola Arabica, cercando di rafforzare i rapporti bilaterali con i paesi del Golfo e blindare la cooperazione energetica. L’obiettivo primario resta quello di mettere in sicurezza gli approvvigionamenti di gas e carburanti, risorse indispensabili non solo per l’Italia ma per l’intero continente europeo. In questo contesto la partita per la stabilità dello stretto è diventata la priorità assoluta, poiché il primo fronte a cedere sarebbe quello del gas. Per far fronte all’eventuale carenza è già pronto un piano d’emergenza che prevede il razionamento delle risorse con nuove restrizioni sull’uso dei condizionatori d’estate e dei termosifoni d’inverno, oltre a ipotesi più drastiche come la riduzione dell’illuminazione pubblica, il ritorno delle targhe alterne e un ricorso massiccio allo smart working per tagliare i consumi legati agli spostamenti.
Secondo Crosetto i margini di manovra sono inevitabilmente ridotti e l'unica via d'uscita risiede in una risposta corale che superi le lungaggini della burocrazia. Il ministro ha infatti sottolineato come questa crisi senza precedenti rappresenti un’occasione cruciale per l’Europa di dimostrare coesione e pragmatismo, collaborando attivamente per evitare che il sistema economico e sociale del continente finisca sotto pressione a causa di una carenza di risorse che non ha eguali nella storia recente.