A Roseto degli Abruzzi è emersa l’attività di un gruppo di giovani estremisti che si muoveva all’interno dell’ambiente del tifo ultrà del Roseto Basket, ma che con lo spirito sportivo aveva ben poco a che fare. Il collettivo, che si presentava con nomi come “Gioventù fascista rosetana” e “Roseto Youth”, diffondeva simboli e slogan riconducibili all’ideologia nazifascista, arrivando anche a esaltare la figura di Hitler.
Secondo quanto ricostruito, il gruppo sosteneva una presunta “difesa del territorio” che, nei fatti, si traduceva in episodi di violenza e intimidazione rivolti soprattutto contro cittadini stranieri presenti in città. In più occasioni sarebbero stati organizzati veri e propri agguati in strada, con aggressioni fisiche ai danni di migranti.
Tra gli episodi più gravi segnalati, anche attacchi contro il residence Felicioni, struttura che ospita persone migranti. In alcune circostanze il gruppo avrebbe preso di mira l’edificio con lanci di pietre e atti intimidatori, creando paura tra gli ospiti della struttura e nel quartiere.
L’atteggiamento ostile non era rivolto solo agli stranieri. Il gruppo manifestava apertamente anche un forte disprezzo verso le forze dell’ordine e le istituzioni. Durante alcune partite al palazzetto dello sport di Roseto, sarebbero stati organizzati e messi in atto attacchi contro le auto dei carabinieri parcheggiate nelle vicinanze dell’impianto.
Le indagini hanno messo in luce una realtà radicalizzata che utilizzava il contesto del tifo organizzato come punto di ritrovo e di reclutamento, ma che operava con dinamiche e finalità ben lontane dal mondo dello sport. Gli episodi contestati hanno contribuito ad accendere l’attenzione delle autorità su una situazione ritenuta particolarmente preoccupante per l’ordine pubblico e la sicurezza cittadina.