Asl Pescara, scontro sulle valutazioni e sulle liste d'attesa



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
18/02/2026 alle ore 08:21



Quattro mesi di attesa non sono bastati a chiarire quello che l’opposizione definisce ormai un vero e proprio “nodo amministrativo”. La risposta dell’assessora alla Sanità Nicoletta Verì all’interpellanza sulla valutazione del direttore generale della Asl di Pescara, secondo il capogruppo regionale del PD Silvio Paolucci e il consigliere Antonio Blasioli, non solo non scioglie i dubbi ma finisce per confermare tutte le criticità sollevate.

Il punto centrale della contestazione resta la presenza di due giudizi completamente diversi sul raggiungimento dello stesso obiettivo, quello legato al contenimento delle liste d’attesa. Da un lato la relazione del RUAS aziendale, che assegna punteggi molto alti e parla di tempi rispettati; dall’altro la valutazione ufficiale dell’Agenzia sanitaria regionale, che certifica un risultato complessivo del 61% e attribuisce addirittura zero punti proprio sull’obiettivo principale. Due esiti che, per i dem, non possono coesistere e che fotografano una frattura interna al sistema di valutazione.

Una contraddizione tutt’altro che formale, sottolineano Paolucci e Blasioli, perché incide direttamente sugli atti e sulle decisioni del manager ancora in carica e riguarda il tema più sensibile per i cittadini: l’accesso alle cure. La valutazione del direttore generale, ricordano, non ha effetti solo sulla retribuzione di risultato ma anche sulla permanenza alla guida dell’azienda sanitaria.

Il contesto, inoltre, è reso ancora più delicato dai dati Agenas che riportano l’Abruzzo in fondo alla classifica nazionale proprio sulle liste d’attesa e dall’attenzione già accesa dalla magistratura sulla vicenda. Per questo, affermano i due esponenti del Partito Democratico, non sono più accettabili risposte interlocutorie o minimizzazioni.

La questione approderà ora in Commissione Vigilanza, dove l’opposizione annuncia la richiesta di audizioni di tutti i soggetti coinvolti: il RUAS della Asl, l’Agenzia sanitaria regionale, la direzione aziendale e la Giunta. L’obiettivo è ricostruire l’intero percorso decisionale, chiarire quali dati siano stati utilizzati e individuare eventuali responsabilità.

Paolucci e Blasioli respingono inoltre l’ipotesi che le difformità possano essere legate a modifiche normative. Lo stesso assessore, evidenziano, ha confermato che l’impianto degli obiettivi e delle procedure di valutazione non è stato cambiato né da atti della Giunta né da norme nazionali, compreso il decreto legge 73 del 2024.

Solo un confronto pubblico e trasparente, concludono, potrà restituire credibilità al sistema. Perché dietro quei numeri non ci sono semplici indicatori amministrativi, ma i tempi di cura dei cittadini, su cui – accusano – la governance regionale non sta dando risposte adeguate.