Call center ASL Teramo, Paolucci accusa: "Impegni disattesi, servono risposte"



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
16/01/2026 alle ore 08:02



Il mancato rispetto degli accordi presi lo scorso 29 dicembre in Conferenza dei capigruppo sulla vertenza del call center CUP della ASL di Teramo è un fatto grave che non può più essere tollerato. A denunciarlo è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che chiede l’iscrizione urgente della questione all’ordine del giorno della prossima Conferenza dei capigruppo, convocata per il 20 gennaio, con l’audizione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori coinvolti.

Durante l’incontro di fine dicembre, alla presenza dei sindacati e dei dipendenti, era stato stabilito di riconvocare il tavolo entro il 15 gennaio per fornire risposte concrete sulle proposte avanzate e sulle possibili soluzioni legate al cambio di appalto, entrato in vigore il 1° gennaio 2026. Un appuntamento che, però, non è mai stato fissato.

«Servono chiarimenti, atti conseguenti e soluzioni condivise, non rinvii o promesse mancate», afferma Paolucci, sottolineando come il cambio di appalto abbia comportato lo spostamento del servizio dalla sede di Treglio a quella della ASL di Teramo, con pesanti ricadute sui lavoratori.

A pagare il prezzo più alto sono 13 dipendenti part time, inquadrati con il contratto Multiservizi, costretti ogni giorno a percorrere fino a 200 chilometri complessivi per mantenere il posto di lavoro. «Parliamo di persone che vivono nelle aree interne e costiere della provincia di Chieti, di madri e padri di famiglia che stanno subendo disagi economici, personali e familiari enormi per una decisione organizzativa calata dall’alto», prosegue il capogruppo dem.

Secondo Paolucci, si tratta di una vera e propria imposizione che sfrutta la fragilità occupazionale dei lavoratori: «O ci si trasferisce o si perde il lavoro. È questa la politica che la Giunta Marsilio e i consiglieri regionali di centrodestra, in particolare quelli del Chietino, intendono sostenere?».

Nel corso della Conferenza dei capigruppo del 29 dicembre, l’assessora Verì si era impegnata a riferire entro metà gennaio dopo un confronto con i direttori generali delle ASL. «Un impegno rimasto lettera morta», denuncia Paolucci, parlando di «grave disattenzione istituzionale» da parte della Giunta e della Presidenza del Consiglio regionale.

«Non è accettabile – conclude – che i sacrifici vengano chiesti sempre e solo ai lavoratori, soprattutto quando si tratta di persone già precarie e sottopagate. La Regione ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità e garantire tutele concrete. Il Consiglio regionale non può voltarsi dall’altra parte. Continuerò a seguire questa vicenda finché non saranno assicurate condizioni di lavoro dignitose e una soluzione equa per tutti».