Procedono con maggiore rapidità i lavori per il rafforzamento antisismico e la tutela del sistema idrico del Gran Sasso lungo l’autostrada A24. L’argomento è stato al centro di un incontro svoltosi questa mattina al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza del ministro e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini.
Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, Marco Corsini, commissario straordinario per l’adeguamento strutturale delle autostrade A24 e A25, Pierluigi Caputi, responsabile straordinario per la sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e i rappresentanti della società concessionaria Strada dei Parchi, appartenente al gruppo industriale Toto.
Secondo quanto comunicato dal Ministero, l’obiettivo condiviso è quello di accelerare i tempi per aumentare il livello di sicurezza di una tratta ritenuta essenziale per i collegamenti tra Abruzzo e Lazio e per l’intero sistema viario dell’Appennino e della costa adriatica.
Il piano di interventi, che in passato ha subito rallentamenti, comprende anche la separazione strutturale del grande bacino idrico del Gran Sasso, una risorsa che fornisce acqua potabile a centinaia di migliaia di cittadini. L’operazione mira a eliminare ogni possibile rischio di contaminazione, sia in caso di incidenti all’interno delle gallerie autostradali, sia per l’attività di ricerca che coinvolge l’uso di sostanze pericolose nei Laboratori nazionali di fisica nucleare situati nell’area.
Resta centrale anche il tema della sicurezza sismica delle infrastrutture. Dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, ponti, viadotti e tunnel delle due autostrade montane sono stati classificati come strategici per la gestione delle emergenze e per le operazioni di protezione civile.
La gestione di Strada dei Parchi era stata interrotta nel luglio 2022, quando il governo guidato da Mario Draghi aveva disposto la revoca anticipata della concessione. Successivamente, però, la società è tornata a occuparsi della rete autostradale dopo un intervento legislativo che ha risolto un lungo contenzioso, cancellato la norma di esclusione e portato alla firma di un nuovo accordo con il Ministero delle Infrastrutture e con l’attuale ministro Salvini.