La vittoria di Zingaretti? Riapre la partita (non solo nel Pd)


L'intervento del "frate semplice" Gianni Melilla



Categoria: ABRUZZO
05/03/2019 alle ore 12:58



Riceviamo e pubblichiamo:

 

“Dal 4 marzo del 2018 non sono più deputato. Da allora non ho avuto più cariche politiche e istituzionali. È stato un anno per me importante e positivo. Ho ripreso a occuparmi con più tempo di problemi sociali a Pescara e in Abruzzo e di cooperazione internazionale in Africa sostenendo alcuni progetti in Burundi, Kenya, Eritrea.

Politicamente da allora sono un indipendente di sinistra senza nessuna carica politica, e un volontario come ho fatto sino a 38 anni ( anno in cui fui eletto deputato). Quando mi sono state proposte cariche pubbliche, le ho cortesemente rifiutate avendo deciso di non pensare più ad esperienze istituzionali e tantomeno di partito. Peraltro non aderisco a nessun partito da più di un anno. Un frate semplice ha più possibilità di stare tra i cittadini e capirne gli umori e le sensibilità.

La crisi economica e sociale oltre che impoverire ha anche incattivito le persone che hanno scelto nemici di “comodo” come gli immigrati e l’Unione Europea. Nessuna riflessione su chi si è arricchito e sulla lotta di classe che in questi anni è stata particolarmente subdola e violenta.

Chi ha perso non se la prende con chi si è arricchito speculando sulla crisi, finanziarizzando l’economia, delocalizzaziondo le imprese, evadendo il fisco per decine di miliardi di euro, a partire dalle multinazionali digitali. No, il nemico sono i partiti e la politica tout court. È così via alla distruzione dei partiti e della democrazia rappresentativa, alla demonizzazione della storia repubblicana, al rifiuto di una visione europeista.

Personalmente invece io credo nei partiti e nella democrazia organizzata e soprattutto sono per gli Stati Uniti d’Europa, con l’elezione diretta oltre che del Parlamento anche del Presidente esecutivo. Sono per l’unità fiscale e sociale dell’Europa, per un unico esercito europeo, per una comune politica estera e per una gestione europea dell’immigrazione e di ogni altra grande questione economica.Sono un europeista e mi batto contro ogni riedizione di nazionalismi e razzismi che tanto male hanno procurato per secoli e in particolare nel Novecento, alla vecchia Europa.

In questo contesto la linea prevalente nel Pd ( il discorso vale, in forme diverse, anche prima del l’avvento di Renzi) ha provocato una separazione brutale di tutte le sinistre dal popolo e in particolare dal mondo del lavoro e dalle nuove generazioni che pagano più di altri il debito pubblico e un vecchio sistema di sicurezza sociale. Occorreva una rivoluzione copernicana per difendere i più deboli e promuovere crescita, tutela ambientale e lavoro. Si è scelta invece una linea governativa tardoblairiana, cioè il peggio.

Ora la vittoria di Zingaretti nel segno della discontinuità e del cambiamento delle politiche del Centrosinistra, riapre la partita. Da frate semplice e senza incarichi di nessun tipo, darò, come sempre, una mano.

 

Gianni Melilla

 

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