Ma quota 100 non è per tutti: cosa rischiano i liberi professionisti?


L'intervento - Pensioni: rispetto a come la riforma è stata presentata ci sono differenze e limitazioni



Categoria: ABRUZZO-ITALIA
08/02/2019 alle ore 10:31



di Elisa Petroni*

 

La nuova riforma delle pensioni con cui il governo giallo-verde mira a superare la legge Fornero, è contenuta nel Titolo II del decreto approvato il 17 gennaio 2019 dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 28 Gennaio 2019. Trattandosi ovviamente di un Decreto Legge il testo è ancora sottoponibile a modifiche dovendo concludersi l’iter di 60 gg di conversione di legge in Parlamento.

Per poter andare in pensione anticipatamente con Quota 100 – che è comunque una misura sperimentale che parte il 1° aprile 2019 e rimane in vigore fino al 31 dicembre 2021 – è necessario avere un’età anagrafica di 62 anni e aver versato i contributi per 38 anni.

La sua natura sperimentale trae origine dall’effettiva difficoltà a sostenere da parte del sistema, una riduzione della forza di lavoro di circa 300 mila unità in tre anni considerando anche che il requisito, raggiunto entro il 31 dicembre 2021, è considerato un diritto totalmente acquisito e fruibile anche successivamente.

Rispetto a come tale riforma è stata presentata ai media e sui giornali però ci sono delle notevoli e ben evidenti differenze e soprattutto limitazioni. La riforma rischia infatti di tagliare fuori una fetta importante di cittadini, quella dei liberi professionisti.

Il carattere della non universalità di detta misura è infatti evidente nell’esclusione totale del comparto difesa e sicurezza (Forze Armate, Forze dell'ordine e VV.FF) per il quale continuano ad applicarsi i requisiti previdenziali più favorevoli previsti nel Dlgs 165/97 e nell’esclusione di tutte le categorie professionali.

Il cumulo gratuito dei periodi contributivi in più gestioni è previsto infatti solo e soltanto se quest’ultimi sono presenti nell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, nelle gestioni speciali dei lavoratori commercianti, artigiani e coltivatori diretti, nella gestione separata dell'Inps nonchè nelle gestioni sostitutive ed esclusive dell'AGO ma non nelle Casse di Previdenza Private (Esempio di Architetti, Ingegnieri, Geometri, Periti, Commercialisti, Avvocati ecc..)

Capite bene che la portata di detta riforma assume così un drastico ridimensionamento rispetto alle aspettative iniziali di migliaia di cittadini, magari anche appartenenti alle predette categorie di esclusi, i quali hanno sicuro confidato nel miracolo di un post Fornero equo, giusto e per tutti.

Le libere professioni, che da sempre rappresentano una quota importante delle partite iva e della classe media Italiana, rischiano così di subire l’ennesimo danno.

Dal Reddito di cittadinanza alla quota 100 l’unica vera grande costante del governo a trazione 5 stelle è non già l’universalità di dette riforme ma la loro esclusività che le rende misure atte esclusivamente a guadagnare il voto di alcune fette di elettorato, un po’ come i 90 euro di Renzi, tralasciando completamente il discorso generale di una riforma collettiva per il bene dell’intero Paese.

*MIT Modernizzare L'Italia

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