Balle stellari e facce da tolla, ecco quel che ci tocca sentire e vedere


Governo giallo-verde e gufi: non c'è nessun déjà-vu all'orizzonte


di l'innocente
Categoria: CapoVerso (rubrica innocente)
07/12/2018 alle ore 15:16



Balle stellari e facce da tolla. È questo che ci tocca ancora sentire e vedere. Con allarmi che da quotidiani sono oramai divenuti orari. E con frotte di sputasentenze impegnati a intortarci. Gente che vorrebbe farci credere, con tutto quello di davvero grave che sta accadendo in giro per il mondo, che è l'Italia gialloverde la rogna.

A Londra la trattativa sulla Brexit ha scassato l'esecutivo di Theresa May, a Parigi la protesta dei gilet gialli sta affogando quel presuntuoso di Macron, a Berlino il governo della Merkel rantola sotto i colpi dei nazionalisti e dei verdi, dall'Andalusia è giunto a Madrid il suono della campanella dell'ultimo giro per i socialisti Sancez, gli americani in guerra (commerciale?) coi cinesi mettono sale sulle ferite facendo pure arrestare la figlia del titolare di Huawei, la Russia di Putin mostra di essere più decisa che mai a non fare sconti né subire le provocazioni ucraine, il Medio Oriente ribolle di rabbia eppure, qui da noi ci sono fior di mentecatti impegnatissimi a convincerci che il problema dei problemi sarebbe il governo Conte.

Balle stellari. Talmente assurde da rivelarsi pure controproducenti. Non foss'altro perché la fiducia di cui gode il governo resta stabile, quasi a dispetto, sopra al 60 per cento. E questo nonostante gli screzi veri o presunti, le voci di dimissioni (sempre presunte e presenti) e la difficoltà oggettiva di prendersi in carico la peggiore delle eredità possibili: oltre un quarto di secolo di consociativismo. Ecco, è un fatto che li manda ai matti questo del consenso per i gialloverdi.

Che sia la Lega di Matteo Salvini a portare in piazza a Roma decine di migliaia di militanti e tifosi, mica l'opposizione. E che siano i Cinquestelle a capitalizzare, in tutto il Sud, il goffo tentativo di infangare Luigi Di Maio e la sua famiglia a colpi di risibili abusi edilizi e di lavoro in nero in pizzeria.

Si, impazziscono di rabbia. E ciononostante non demordono. Non capendo che tutto quel livore gratuito rafforza e non intacca il patto tra M5s e Lega. Ogni Saviano, ogni Toscani, ogni don Ciotti, ogni Gino Strada, ogni padre Zanotelli, ogni Fabio Fazio, ogni Gad Lerner, ogni chef Rubio, ognuna di queste (e altre!) anime candide coi suoi post, coi suoi tweet, coi suoi interventi non fa che cementare le simpatie per un esecutivo pure un po' naif ma, che appunto, nulla ha a che fare coi modi e i metodi di quelli che c'erano prima. Se lo mettano bene in zucca e se ne facciano una ragione.

O costruiscono una novità vera e credibile lavorando ad una alternativa, oppure non c'è nessuna rivincita possibile. Nessun déjà-vu all'orizzonte. Altro che balle.

 

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