Verso le Regionali, centrodestra d'Abruzzo allo sbaraglio. Parla Di Giandomenico


"Gli schemi di ieri sono ormai saltati e serve una nuova locuzione"


di Anna Di Donato
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
06/12/2018 alle ore 13:20



Sovranismo e ultraeuropeismo, destra e valori, prospettive e immobilismo. Il 10 febbraio è sempre più vicino ma il centrodestra non è ancora arrivato ancora a una decisione per quanto riguarda il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo. Tra cambi di passo, totonomi e quant’altro, si potrebbe rischiare di fare scelte affrettate. In un quadro del genere, viene spontaneo chiedersi cosa stia accadendo alla destra abruzzese e quali siano le criticità da superare.

Impaginato.it ne ha parlato con Alberto Di Giandomenico, portavoce del Movimento Italica identità e territorio, che ha analizzato l’attuale situazione della destra paventandoci alcuni dei possibili scenari in vista delle prossime regionali. 


Che succede alla destra abruzzese, tra polo sovranista ed elezioni regionali?

Succede come nel 1994, quando Berlusconi si candidò e tutti volevano andare col vincitore. Sembra quasi una corsa per piazzarsi in qualche posto, lasciando da parte la politica, andando dentro un qualcosa e trovarci il posto. Penso a questo guardando la politica di oggi...vedo rappresentanti dei movimenti politici che non fanno politica ma badano ad avere la carica di consigliere anche nel paesino più piccolo per far vedere a Roma che sono super impegnati. Una volta esistevano le sezioni che facevano militanza, dove i ragazzi si formavano, si documentavano sulla storia, cominciavano a vedere a quale consigliere fare domande ecc. Ora tutto è allo sbaraglio. 

Quale il ruolo di Fdi e cosa non sta funzionando nel totocandidato?

Fino ad oggi chiunque avesse avuto più voti andava a decretare il suo candidato. Tutto ciò, dentro una coalizione non dovrebbe esistere. Dovrebbe esserci equilibrio da tutte le parti. Questa dovrebbe essere la buona intenzione di una coalizione. Siccome così non è mai stato, perché Forza Italia ha sempre fatto da padrona, oggi chi la fa da padrona magari è la Lega. Il problema è che la Lega non è ben strutturata come al Nord, poiché è nata come forma territoriale, dai quartieri, dai vicoli, poi man mano è arrivata in Regione e poi a livello nazionale. All’inizio la Lega aveva il 3-3,5% tutto al Nord.

Quindi?

Messe da parte le divisioni della Nazione e le varie idee di secessione ha cominciato a scendere giù, però nella Nazione non si trova il padano duro che vuole fare politica ma il politico uscito da Fratelli d’Italia o chi è uscito da qualunque parte, il che significa che quest’ultimo non riesce a dare una linea politica come quella che ha la Lega a livello nazionale. Il discorso di Fdi, invece è ben altro. Fratelli d’Italia ha il 3% da quando è nata..non c’è stata un’evoluzione, è statica in ogni regione. Prendono gli stessi identici voti ovunque. Nelle precedenti elezioni regionali, Fratelli d’Italia non era riuscita a esprimere neppure un proprio candidato e non sono riusciti nemmeno a raggiungere il quorum.

Per quale ragione?

Questo dipende dal fatto che la loro azione politica non c’è più, se non qualche sporadica manifestazione. Ad esempio a Teramo non sono riusciti a vincere con il loro candidato, a L’Aquila dopo un anno e mezzo la maggioranza traballa. Ora quel che penso è questo: se Fratelli d’Italia non riesce a raggiungere nemmeno il quorum a livello regionale, dato di fatto, dovrebbe riflettere su questo. Nel momento in cui non si riesce a gestire o dare una linea politica alla propria regione restando fermi al 3%-3,5%, come si può pretendere di avere la presidenza della Regione, rischiando, a mio parere, di perdere? Tra l’altro vorrebbero candidare Marsilio che non è neppure abruzzese…perché insistere in questo modo? Non è una cattiveria, ma un dato di fatto, una realtà. È come avere 1000 voti di un Comune e pretendere di fare il sindaco se ne servono 6.000…


È verosimile un quadro con un centrodestra di nuovo unito o lo valuta come un affare ormai chiuso?

Secondo me bisognerebbe cambiare proprio locuzione…secondo me il centrodestra non esiste più. Ora c’è altro, bisognerebbe dargli un nuovo nome. Questo fantomatico centrodestra o questa cosa che si andrà ad unire dovrebbe essere identificata…vorrei sapere qual è l’esempio che questo centrodestra dovrà dare e certamente non è quello che stanno dando adesso…non c’è già unità adesso, se dovessimo continuare così non voglio nemmeno pensare che se spostassero le elezioni a maggio questa tiritera arriverebbe fino ad aprile…non si esce più da questa cosa. 
 

Secondo Pietrangelo Buttafuoco la lotta non e' piu' da destra e sinistra ma tra sovranismo e ultraeuropeismo. È così ?

Buttafuoco è un personaggio culturalmente elevato e lo seguo spesso. La lotta tra destra e sinistra è finita perché è come dire che ci sono gli antifascisti quando un fascismo non esiste più. Attualmente è cambiata la forma ideologica, ci sono coloro che vogliono tornare a produrre a livello nazionale rapportandosi con l’Europa ma non con quell’Europa che in molti sostengono con uno slogan che è sempre attuale, ‘L’Europa delle banche e dei banchieri’. La lotta è comprendere se si è ancora Nazione o si appartiene a qualche altro posto. La differenziazione delle culture è importante soprattutto in Europa, in cui ogni Nazione ha una storia millenaria. Una Nazione in tutte le sue manifestazioni deve differenziarsi sempre e comunque.

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