Quella centrale del gas a Sulmona che tanto irrita la Cgil


"Il governo e la Snam devono riesaminare il progetto e devono farlo in fretta anche perché il Parlamento è in via di scioglimento"


di Redazione
Categoria: ABRUZZO
27/12/2017 alle ore 18:04



La Cgil ci sarà. Contribuirà e parteciperà ovunque le istituzioni, i comitati e la popolazione della Valle Peligna decideranno di manifestare la loro protesta e la loro indignazione per un provvedimento - la costruzione vicino Sulmona della centrale di combustione del gas della Snam, insieme al relativo gasdotto - che il Consiglio dei ministri ha deliberato nei giorni scorsi in questo lembo fragile e bellissimo dell’Abruzzo e della provincia aquilana”.

Così la Segreteria Provinciale aquilana della Cgil interviene sull'opera della cui localizzazione non “ci convincono neppure le motivazioni contenute nella delibera governativa (si «tiene in considerazione la rilevanza energetica e il carattere strategico dell'opera, necessaria per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici a livello italiano ed europeo») perché c’erano e ci sono altre soluzioni per garantire le forniture energetiche, altri tracciati dove far passare il metanodotto e altre zone dove costruire in assoluta sicurezza una centrale di combustione del gas”.

Localizzazioni e tracciati che il governo e la Snam non hanno voluto prendere in considerazione, scrive in una nota il sindacato, nonostante le proteste dell’intera comunità provinciale (non soltanto della Valle Peligna) per i rischi che impianti così impattanti e pericolosi possono causare in un territorio a forte rischio sismico e molto delicato dal punto di vista geologico e ambientale.

“Rischi che evidentemente non rappresentano una priorità per le autorità politiche e i manager dell’energia, che non hanno voluto considerare localizzazioni diverse per costruire la centrale e un nuovo tracciato per il metanodotto, in zone meno esposte ai rischi naturali. Un grande errore dunque, per rimediare al quale restano ormai una manciata di ore”.

Il governo e la Snam devono riesaminare il progetto, aggiunge, e devono farlo in fretta anche perché il Parlamento è in via di scioglimento e la vicenda sarebbe rimandata a un futuro nebuloso.

 

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