Il governatore blocca la legge "Lavoro Abruzzo". La delusione del M5s e le ragioni del Pd


I commenti di Mercante e D'Alessandro sulla scelta di rinviare in commissione la proposta che contiene misure a sostegno delle imprese e di contrasto alle delocalizzazioni


di Isabella Falco
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
30/11/2017 alle ore 18:32



Il presidente Luciano D’Alfonso, pochi istanti prima del voto, mette uno stop alla legge “Lavoro Abruzzo” presentata dal M5S.

E’ stata rinviata in commissione la legge che prevede “Misure a sostegno delle imprese e dell’occupazione sul territorio regionale e di contrasto alle delocalizzazioni produttive” a firma del consigliere regionale pentastellato Riccardo Mercante, discussa in consiglio regionale. Ora si dovranno attendere in commissione le integrazioni annunciate in consiglio dal presidente per giungere a all’approvazione, “sperando che lo stesso riesca a superare il molle scoglio della paternità dell’iniziativa", sostiene Mercante.

 

M5s

"Si tratta di una legge che dopo un anno di iter (la proposta risale all’estate del 2016) aveva avuto l’approvazione unanime delle commissioni bilancio e attività produttive, degli uffici legislativi, del comitato per la legislazione e del delegato di Giunta Giovanni Lolli –afferma il consigliere pentastellato - tant’è che è stata sottoscritta anche dai consiglieri Olivieri, Berardinetti per la maggioranza e da D’Ignazio all’opposizione. Purtroppo però ha visto lo stop del Presidente D’Alfonso pochi istanti prima del voto. Una scelta che stona con le esigenze della Regione Abruzzo e che ha altre motivazioni rispetto al contenuto della proposta di legge. Molto probabilmente – spiega il grillino- perché ha il colore politico del Movimento 5 Stelle”.

 

LA LEGGE

“Lavoro Abruzzo – spiega l’esponente del M5s- si pone come obiettivo attraverso premialità, contributi e agevolazioni ,quello di sostenere l’occupazione sul territorio abruzzese cercando di contrastare il fenomeno della delocalizzazione disincentivandole e favorendo sia la permanenza delle aziende all’interno della nostra Regione che il ritorno di quelle che hanno già delocalizzato all’estero (back reshoring)”.

Per il grillino fare impresa in Abruzzo è diventato sempre più difficile e le aziende preferiscono chiudere i propri stabilimenti e trasferirli all’estero a discapito di quelle che invece hanno deciso di rimanere nella regione: “Un modo per ottenere costo del lavoro e pressione fiscale bassi e trovare una burocrazia è più snella”.

Mercante sostiene sia una legge più che mai necessaria in Abruzzo. “Basti pensare alle tante aziende che in queste settimane stanno chiudendo non per problemi di profitto, ma solo perché delocalizzare è più conveniente – afferma il consigliere, riferendosi al caso Honeywell-. Viviamo in un Paese in cui solo gli ammortizzatori sociali per chiusura e delocalizzazione delle aziende ci costano 14 miliardi di euro all’anno. Il Presidente D’Alfonso invece ha deciso di porre un veto con argomentazioni fumose e citazioni sbagliate su una proposta di Legge che già era stata esaminata dagli uffici, aderente sia alla normativa nazionale che europea”.

 

PD: "E' UN MANIFESTO"

“La proposta di legge, ancorché abbia fatto tutti i passaggi previsti dal regolamento , quelli in commissione, non ha possibilità di dispiegare effetti rispetto all’obiettivo che ha animato il proponente”, sostiene il consigliere regionale Pd Camillo D’Alessandro interpellato da ImpaginatoQuotidiano.

“Il presidente D’Alfonso è stato chiaro – prosegue il consigliere dem-: riconosce l’obiettivo del lavoro a cui voleva tendere Mercante, ma più che di una legge ha le sembianze di un manifesto, un intento di buona volontà, che non ha alcuna possibilità di generare effetti positivi sull’eventuale blocco di delocalizzazioni. Al contrario, ne può creare di negativi rispetto a possibili investimenti in Abruzzo”.

In sostanza, secondo D’Alessandro, “la legge non è stata bocciata, ma solo rinviata, perché vogliamo far salve le iniziative propositive, da chiunque esse provengano, il che non significa che siano sempre corrette – prosegue il consigliere regionale -. L’obiettivo della proposta merita senza dubbio ulteriori possibilità di sviluppare un testo che assomigli ad una legge, e che possa avere anche degli effetti, altrimenti rimane una mera comunicazione”.

L’esponente del Pd abruzzese difende a spada tratta il governatore: “Il presidente si è limitato a sottolineare come la commissione non avesse valutato alcuni aspetti. È naturale che in un dibattito d’aula si possano chiedere approfondimenti ulteriori rispetto al lavoro istruttorio svolto da una commissione, che senz’ altro è stato positivo, ma poi si decide in aula se approvare o meno una legge”.

Per D’Alessandro rimangono alcuni nodi da sciogliere: “Bene l’obiettivo, quindi, ma lo raggiunge? E nel momento In cui non lo raggiunge, qual è il messaggio per chi vuole investire in Abruzzo, visto che bisogna fare un lavoro di attrazione degli investimenti stessi nella nostra regione?"

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