Giornata mondiale ambiente, ministro Galletti striglia i suoi: ecco come si fa la differenziata


Ecco la lettera inviata a tutto il personale del dicastero di via Cristoforo Colombo, anche alla “classe dirigente”.


di Silvia Grandoni
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
07/06/2017 alle ore 07:35



 “Connecting  people to Nature”, i legami tra le persone e la Natura. E’ il tema scelto quest’anno per la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, proclamata nel 1972 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite .

Così tutto il mondo, oggi, sarà connesso con la natura. L’Empire State Building di New York, il Cristo Redentor di Rio de Janeiro, il Burj Khalifa di Dubai, gli edifici “simbolo” e i monumenti iconici delle città , si illumineranno di verde. Centinaia, infatti, le iniziative che si svolgeranno nel corso della giornata.

Anche In Italia qualcuno è diventato verde. Dalla rabbia.

“Il 5 giugno è la Giornata mondiale dell'Ambiente ma in Italia possiamo solo celebrare l’incompetenza ambientale che ancora regna sovrana nell’ambito della nostra Pubblica Amministrazione”.

Umberto Di Matteo, Presidente di ISES Italia (una delle più antiche associazioni tecnico-scientifiche in prima linea per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili), critica le molte parole che si sentono in giornate di celebrazione come questa, alle quali però non seguono atti concreti.

Secondo una recente indagine condotta da FPA e presentata al ForumPA 2017, sono gli stessi dipendenti pubblici a pensare che la Pubblica Amministrazione sia lontana dal modello del Green Public Procurement. Inoltre, i Criteri Ambientali Minimi per gli acquisti verdi della P.A., introdotti come obbligo nella predisposizione dei bandi pubblici con il nuovo Codice degli Appalti e in vigore da gennaio 2017, sono applicati solo nel 14,1% degli uffici pubblici (secondo gli intervistati da FPA).

I rifiuti, insomma , restano un’emergenza. Ne sanno qualcosa al ministero dell’Ambiente. Dove, nonostante l’ampia dotazione di cestini e contenitori per la raccolta differenziata, c’è chi continua ad infischiarsene. Per questo il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi di via Cristoforo Colombo ha preso carta e penna per strigliare gli indisciplinati. Numerosi, a quanto pare, anche nelle alte sfere dell’Amministrazione. E infatti la nota dell’ingegner Giuseppe Russo è indirizzata a tutti e cioè ai soldati semplici ma anche “alla classe dirigente”. Nel tentativo, non il primo evidentemente, di rimettere tutti in riga e risolvere il problema “della non sempre corretta differenziazione dei rifiuti prodotti all’interno della sede ministeriale”. Il dirigente ricorda che al ministero sono stati dislocati “capillarmente” contenitori con coperchio bianco per la raccolta della carta, con coperchio blu (multimateriale) per la raccolta di plastica, metallo e vetro e contenitori per la raccolta di toner usato. Che fanno bella mostra di sé lungo gli interminabili corridoi della sede, per certi versi labirintica. Ma per gli uomini e le donne di buona volontà sono a disposizione – ricorda sempre il dirigente – due punti di raccolta per le pile esauste e per i farmaci scaduti, entrambi piazzati all’ingresso dell’edificio. Ma non è tutto. Pur ammesso che si possa ignorare anche questi bidoni, ci sono infine quelli piazzati in ogni stanza: cestini per la carta a corredo di ogni postazione di lavoro. E quelli per smaltire il resto del pranzo se uno se lo dovesse portare da casa.

 

Ebbene ricorda l’ingegnere non bisogna fare confusione: gli scarti del pasto o della merenda vanno gettati nel cestino giusto. E guai a utilizzare quelli della carta “per la cenere da sigaretta. Peraltro c’è il divieto di fumo negli ambienti confinati per tutti (nessuno escluso)”. Nella lettera si raccomanda a tutti “la puntuale osservanza di quanto indicato, al fine di contribuire tutti insieme alla realizzazione di un obiettivo che rappresenta anche una delle mission del nostro Ministero”. Insomma basta sciatteria: “da diversi anni la politica ambientale di questo dicastero si pone l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti da avviare allo smaltimento e, parallelamente, quello di aumentare i materiali destinati al recupero. Al momento, la raccolta differenziata viene già in parte effettuata soprattutto nella frazione composta da materiale cartaceo, da cui annualmente si ottiene un significativo risparmio di acquisto di carta, ma è interesse di questa amministrazione implementare questo processo all’interno della sede ministeriale ed attivare la raccolta di altri materiali da destinare al recupero”. Tutto chiaro? Forse. E comunque se restasse qualche dubbio in allegato alla lettera di richiamo “si riportano in via semplificata, i simboli dei rifiuti per tipologia e differenziazione”. Dove buttare le lettiere del gatto? Ovviamente nell’indifferenziato - spiega il vademecum - dove devono finire anche pannoloni, ceramiche, scarpe in cattivo stato, sottovasi, ricambi auto e sacchetti per aspirapolvere. Attenzione, però: segatura, terriccio e paglia, invece, vanno nell’organico insieme ai resti del cibo. E ai gusci d’uovo.