Ricostruzione: "grandi appetiti della criminalità, L’Aquila è il più grande cantiere d'Europa"


Parla Antonio Servedio a capo del comando provinciale dei carabinieri


di Maria Elena Cosenza
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
06/06/2017 alle ore 18:25



Comandante, sono stati resi noti i dati relativi agli obiettivi raggiunti nell’ultimo anno, ma nessun riferimento è stato fatto alla criminalità organizzata. Il capoluogo è ancora preda della criminalità organizzata?

“L’Aquila resta una città interessante per la criminalità organizzata: per la collocazione geografica della nostra regione e soprattutto perché la ricostruzione post sisma ha determinato ingenti contributi pubblici verso questo territorio. Ne sono plastica dimostrazione le evidenze investigative che hanno determinato e determinano ripetute interdittive antimafia nei confronti di alcune imprese che non rispecchiano i canoni  e i requisiti previsti dalle legge. E che sono state destinatarie di questo tipo di provvedimento che ne ha determinato l’estromissione dalle procedure di gara.” 

Come vengono gestiti i campanelli di allarme nei confronti di una possibile infiltrazione mafiosa?

“Ci sono ancora grandi appetiti nei confronti del cantiere più grande d’Europa, e cioè quello della ricostruzione della città capoluogo di Regione. Proprio per questo noi non abbiamo mai abbassato la guardia da quel fatidico 6 aprile 2009. 

Effettuiamo continui controlli a tappeto, sopralluoghi, interventi a sorpresa nei cantieri, per verificare che ci siano tutti i criteri e le autorizzazioni a norma di legge.” 

Anche se i dati evidenziano un calo generale delle delittuosità si tratta di reati che hanno collegamenti con il terremoto come furti in case abbandonate o appropriazione indebita di contributi per la ricostruzione 

“Complessivamente si registra un calo del 15% dei delitti rispetto allo scorso anno.

Noi vogliamo incidere sulla percezione della sicurezza dei cittadini, vogliamo che quelle cifre non rimangano lettera nuda ma che vengano gestite assieme alle nostre comunità di riferimento, vogliamo essere sempre più prossimi, sempre più vicini ai nostri cittadini.

Proprio per questa ragione stiamo mettendo in campo dei provvedimenti che servono a questo: fare in modo che le nostre stazioni dei carabinieri siano sempre più in contatto con i cittadini.

Porta a porta, nei centri commerciali, alle poste, nei centri medici, ovunque ci fossero le categorie più a rischio, ovvero gli anziani, i carabinieri sono intervenuti con volantini e punti di ascolto per insegnare loro a difendersi dai malintensionati.

Un ulteriore provvedimento che abbiamo adottato va proprio in questo senso, ridurre l’orario di apertura delle nostre stazioni per disporre di un numero maggiore di carabinieri in strada, al servizio del cittadino”

Una difesa non fisica ma semplicemente una serie di raccomandazioni utili e accortezze affinché i cittadini non siano soggetti a raggiri di alcun tipo. Quale la truffa maggiormente registrata sul nostro territorio?

“La truffa meglio riuscita nella provincia dell’Aquila è quella di coloro che si fingono avvocati. Persone spregiudicate che cercano, prima, di spaventare gli anziani telefonando loro e comunicando finti controlli da parte delle forze dell’ordine nei confronti di figli o parenti stretti. E, successivamente, li truffano con la richiesta di contanti, a volte anche gioielli, come cauzione per il ‘rilascio’ del parente in questione.

Proprio in questo settore si è contraddistinto l’operato degli uomini della compagnia di Avezzano che sono stati gli unici in tutto l’Abruzzo a riuscire a rintracciare e fermare due truffatori di anziani in due diverse circostanze: il fattore comune è stata la localizzazione geografica di provenienza, ovvero il napoletano”.