Gasdotto a Paglieta, D'Alfonso dica (una volta per tutte) da che parte sta


Si tratta del progetto di sviluppo Colle Santo, in Val di Sangro, per estrarre da pozzi esistenti e perforarne di nuovi: coinvolti nove comuni



Che cosa ha deciso il Governatore Luciano D'Alfonso sulla partita in Val di Sangro? I pozzi esistenti (Monte Pallano 1 e 2) e quelli di nuova perforazione (Monte Pallano 3 e 4) costituiranno la concretizzazione della strategia regionale sugli idrocarburi? E i 21 chilometri del nuovo gasdotto accanto ad una raffineria nell'area industriale di Paglieta, vedranno la luce? Con quali ripercussioni per la collettività?

Se lo chiede il consigliere regionale di Si, Leandro Bracco, che in un'interpellanza urgente stimola il vertice della Giunta a fornire chiarimenti su una vicenda articolata e complessa. E'la stessa Arap, d'altronde, che richiede un intervento in tempi brevi da parte della Regione, come il presidente dell'Arap Giampiero Leombroni ha sottolineato in una delibera. Si legge infatti in quelle carte che l'agenzia regionale ritiene “necessario adottare un idoneo provvedimento in tempi brevi, stante l'urgenza di garantire il proseguimento del procedimento autorizzativo in corso presso i competenti Ministeri”.

Per cui il braccio operativo della Regione chiede alla Regione stessa di indicare una via, ma il vertice regionale non si pronuncia (forse per la delicatezza della posta in gioco?). Quantomeno singolare, se non inusuale.

E'la ragione che ha spinto Bracco a putare il dito contro D'Alfonso: “Si esprima una volta per tutte e nel più breve tempo possibile circa gli effettivi intendimenti che il suo governo ha riguardo il progetto petrolifero che si intende concretizzare in Val di Sangro”. E avanza perplessità circa il fatto che la delibera presidenziale dell'Azienda regionale delle attività produttive sia stata firmata lo stesso giorno della sua richiesta formale di accesso agli atti.

Tra l'altro sulla Regione pende anche la spada di Damocle relativa alla valutazione ambientale. Infatti da Via Leonardo da Vinci è sempre trapelata una linea di condotta precisa sul progetto di coltivazione di idrocarburi 'Colle Santo', ovvero che non fosse compatibile con il contesto ambientale. Ma un attimo dopo, ricorda Bracco, ecco un'azione che va nella direzione opposta: la controllata Arap, con l'approvazione di una serie di atti ufficiali, ha dato un segno opposto e verso il sì all'opera. Come interpretarlo?

A questo punto la cosiddetta Regione Verde d'Europa, che abbraccia vari Comuni fra cui Archi, Atessa, Bomba, Colledimezzo, Paglieta, Pennadomo, Roccascalegna, Torricella Peligna e Villa Santa Maria, ha difronte a sé un bivio: ma prima di imboccare questo o quel sentiero, con le legittime prese di posizione (ma prima di coscienza) dei singoli, l'amministrazione regionale ha l'obbligo quantomeno di metterci su una targa.

Così da sapere (davvero) dove andare.

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