Saviano, sbarca in Spagna "l'italiano più odiato d'Italia"




Madrid,  "Sono l'italiano più odiato d'Italia". Lo ha detto Roberto Saviano in una delle diverse interviste concesse in Spagna in occasione della presentazione del libro "La paranza dei bambini". Al quotidiano "Abc" lo scrittore illustra i motivi chiave del suo ultimo libro - il potere devastante dei soldi nella crescita dei più piccoli -, e analizza una volta di più la complessità del suo profilo sospeso tra giornalista, saggista e scrittore di fiction. Quindi torna sulla condanna alla vita in clandestinità che, spiega, potrebbe interrompere se smettesse di scrivere e abbandonasse il suo profilo pubblico.

Al momento sente di "attrarre molto odio", più dell'affetto che riceve, spiega sorridendo Saviano con "una riflessione molto psicologica, propria di un analista". Ma continuare a lavorare nonostante le minacce ricevute dopo aver scritto Gomorra è stata una scelta "di rabbia e vendetta... neanche un solo buon sentimento. Tutto il veleno che mi hanno fatto ingoiare l'ho bevuto per sputarlo poi in faccia", dice Saviano al quotidiano "El Mundo". L'autore, ancora ad "Abc" spiega che paesi come Italia e Stati Uniti godono di una buona legislazione in fatto di contrasto alla criminalità organizzata - "applicarla o meno è un tema più che altro politico" -, ma boccia gli strumenti messi in campo da paesi come Spagna, Francia o Germania. Ancor più duro il giudizio su Londra, divenuta "capitale mondiale del riciclaggio di denaro". La Brexit è stata presentata "come una vittoria del populismo. Ma i soldi che ci sono lì provengono dalle isole Cayman... Volevano fare della Gran Bretagna una isola offshore e ci sono riusciti". L'uscita dall'Ue ha fatto perdere al regno Unito "tutto il resto", ma ha garantito "nel tempo la possibilità di essere un'isola non controllata. Se porti lì un vagone di soldi nessuno ti chiede da dove viene", prosegue Saviano indicando che i "Panama Papers" rappresentano "la grande vendetta di Panama contro Londra. Avevano queste informazioni e le hanno fatte uscire come ritorsione per aver mosso quei capitali".

Il passaggio in Spagna dà a Saviano l'occasione di spiegare che la periferia, cuore dei suoi lavori, è spesso trascurata da scrittori e analisti. Qui, dice in un'intervista pubblicata da "La Vanguardia", "nessuno racconta chi comanda, chi gestisce l'hashish o la cocaina, chi estorce... la periferia spagnola è la meno raccontata d'Europa. E questo si deve al fatto che non ci sono morti, che sono il primo elemento perché ci sia notizia".