Che cosa si agita nel Pd teramano: e ora altri passi indietro?


Un avvertimento in vista del congresso provinciale del 22 ottobre che sarà un Vietnam


di Redazione
Categoria: ABRUZZO
14/10/2017 alle ore 18:07

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Malumori nel Pd teramano, che sembra non uscire dalla crisi (qui il caso RED) e da una conflittualità interna iniziata da mesi e proseguita con le dimissioni del capogruppo al Comune Gianguido D'Alberto.

Mentre l’ex capogruppo aveva preferito tacere sulla motivazione della sua decisione, sembra volersi togliere un sasso dalla scarpa Graziella Cordone, membro del Pd ex candidato sindaco contro Brucchi.

Avevo aderito al Pd convinta di poter cambiare le cose dall'interno. Invece il sistema mi ha ingabbiata. Poi ora mi accorgo che chi fino a ieri aveva la funzione principale in Consiglio Comunale, (anomalia tutta teramana se si pensa che nel 2014 l’altro capogruppo si comportò allo stesso modo) esce per motivazioni che non sono certo chiarissime, ma che parrebbero esclusivamente di interesse personale” .

Si riferisce proprio a D’Alberto la piddina termana, che in uno sfogo raccolto da ImpaginatoQuotidiano mostra tutto il suo disappunto.

“I ben informati - continua - parlano di una imminente candidatura, D’Alberto si accinge a preparare un lista civica cercando alleanze addirittura con la fronda più a destra dello schieramento politico”.

Una vera vergogna, tuona Cordone, che sente la necessità di “denunciare con forza affinché i cittadini siano informati”. Un altro episodio che si aggiunge all’atteggiamento del partito mostrato “durante la crisi sismica, quando ai capigruppo fu richiesto di esprimersi sulla sicurezza delle scuole, del liceo Delfico in particolare: “In quell’occasione lui non partecipò all’incontro con il comitato né si espresse a nome del Pd perché si lasciò condizionare dal fatto che quella scuola era amministrata dalla Provincia e il presidente dell’ente provinciale è del Pd”.

Un segnale di rottura, insomma, che sicuramente non passerà inosservato. “Senza attributi allora e senza ideali oggi - chiosa Cordone -con gente del genere è difficile pensare di poter costruire qualcosa di diverso e di serio. Questa è una classe politica che va spazzata via”.

Un avvertimento in vista del congresso provinciale del 22 ottobre dove si scontreranno i big? È evidente che Cordone prepara il terreno per l’uscita dal Pd, un partito nel quale non si riconosce più.

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