Questo Giuseppe Conte è tutta cosa loro. L'errore del settennato di Mattarella



di l'innocente
Categoria: CapoVerso (rubrica innocente)
10/09/2020 alle ore 13:44



È tutta cosa loro questo Giuseppe Conte

L’avvocato che nessuno ha mai votato e che mostra di non avere alcun senso dello Stato; che ogni giorno ci spiega la rava e la fava, governa coi Dpcm, fustiga i comportamenti e dispensa corbellerie contrabbandandole per saggezza dalle feste di partito e di giornale; colui che straparla di numeri che non conosce e si permette persino il lusso di auspicare il bis di Mattarella che comunque non potrebbe votare: ebbene costui non siede a Palazzo Chigi per volontà dello Spirito Santo. E neppure per un ghiribizzo della Storia. È un surrogato della politica messo in campo da chi la politica ha sempre cercato di imbrigliare. Per questo non ha avvertito alcuna remora morale nel mutare da pretenzioso “avvocato del popolo” a solerte garante di interessi continentali.

Da alfiere di rinnovamento a sorridente passacarte.

È cosa loro questo Giuseppe Conte. Politicamente uno zero mischiato con niente, ma posizionato per tempo, dal noto sistema di relazioni, all’interno di quella armata Brancaleone che ha pur vinto le elezioni, ma è rimasta orfana della visione di Gianroberto Casaleggio. Ragion per cui adesso, su input del rissoso guitto, orfano del suo ventriloquo, si è infine vergognosamente accucciata proprio ai piedi dei poteri che giurò di voler spazzare via.

È cosa loro questo Giuseppe Conte. Un personaggetto senza alcuna tensione ideale. Che ove mai dovesse averla un’idea, la tiene ben celata dietro ai triangolini della pochette onde evitare, mostrandola, di trovarsi costretto a scegliere. Un camaleonte che adegua la sua giornata ai desiderata di qualunque potestà con cui entra in contatto.

È cosa loro questo Giuseppe Conte. I cui fili sono infatti contestualmente retti da ex eminenze azzurrine, gaudenti habitué di spiagge thai e segaligni leoni da tastiera: a destra e a manca, di qua e di là del Tevere, a Bruxelles e a Berlino, a Washington e Pechino. Purché tenga a bada questi incorreggibili italioti con l’illusione del cambiamento.

È tutta cosa loro questo Giuseppe Conte. Il frutto della manifesta incapacità di Luigi Di Maio di essere il Capo del governo, ma anche della frenetica approssimazione di Matteo Salvini. L’effetto degli spasmi di Matteo Renzi nonché della tragicomica inconsistenza di Nicola Zingaretti

È cosa loro questo Giuseppe Conte

Ed è l’errore che segnerà in negativo il settennato di Sergio Mattarella. Perché il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto e potuto opporre un rifiuto netto e motivato alla nomina prima e alla riconferma poi di questo “ignoto uno” del quale si conosce tutto, tranne le personali convinzioni.

È cosa loro questo Giuseppe Conte. Frutto acido di tre enormi paure. Quella dei veti incrociati che ha dannato i gialloverdi, quella di un tracollo nelle urne che ha incollato i giallorossi e, in ultimo, l’improvviso, paralizzante arrivo del virus

È tutta cosa loro questo Giuseppe Conte. Indubitabilmente.