Le "pasionarie" pro migranti e l'attivismo di Jorge Bergoglio


Non è vero che il sonno della ragione generi sempre mostri. Spesso produce solo ipocrisia


di l'innocente
Categoria: CapoVerso (rubrica innocente)
09/07/2019 alle ore 17:17



Non è vero che il sonno della ragione generi mostri. Non sempre, almeno. Spesso produce solo ipocrisia.

Prendete queste "pasionarie" impegnate a salvare migranti raccolti davanti alle coste libiche e scaricati a Lampedusa, unico porto "sicuro" di questo Mediterraneo dove pare esserci da un lato solo la Libia che rilascia e, dall'altro, solo l'Italia che accoglie. Un mare, nuovamente Nostrum, poiché dalle carte nautiche sembrano improvvisamente sparite Cipro, Grecia, Malta, Francia, Spagna, Gibilterra insieme a Egitto, Tunisia, Algeria e Marocco.

Da giorni, sentiamo le suddette “capitane” e le “portavoce” che si alternano a rivendicare e accusare.

Ascoltatene la supponenza, i triti bla-bla sui diritti degli ultimi, sull’umanità che soffre, su ciò che è giusto e doveroso (quello che fanno loro) e ciò che è sbagliato e criminale (quello che fa il governo italiano): è molto istruttivo.

Hanno la verità in tasca queste "pasionarie" tutte chiacchiere e presunzione: sanno persino in anteprima che un decreto del governo italiano in carica, è “incostituzionale”. E non solo: sanno anche che la magistratura ne avrebbe già sancito l’inefficacia e la non applicabilità. E, infine, sanno che la bocciatura (del decreto sicurezza) stia lì lì per arrivare.

E il Parlamento? E il Governo? E la Corte Costituzionale? Importanti se le supportano. Inutili orpelli se non s'adeguano, ci pare di capire. Sempre la solita storia: se il popolo non recepisce, se vota e sostiene quegli orridi altri, che si fotta anche il popolo. Che tanto, nel tempo necessario al ravvedimento, loro continueranno a scorazzare per i mari, nell'impunità assoluta, grazie ai soldi del fundraising e di tutti i Soros del mondo.

Non è vero che il sonno della ragione generi mostri. Non sempre, almeno.

Prendete Jorge Mario Bergoglio. Ascoltate e guardate il comportamento di questo gesuita che si fa chiamare Francesco e siede sul Soglio di Pietro: un mostro di ipocrisia. Uno capace di schierarsi con l'Africa che migra e con chiunque si industri per far arrivare quelle moltitudini da noi, incurante della pericolosità del messaggio che propaga.

Uno che non s'azzarda a recarsi nella sua Argentina e benedirla (chissà mai perchè!); che non ha tempo né preghiere né commozione per gli italiani in difficoltà o sotto la soglia di povertà; che non promuove veglie di preghiera per i lavoratori di Whirpool o di MercatoneUno o di Ilva o di qualunque situazione di crisi; che sembra non avere mai tempo nemmeno per i bambini di Gaza ne’ per quelli del martoriato Yemen; che finge di indignazione, ma poi abbozza e tace sulla vergogna della pedofilia nella sua Chiesa.

Ma, che tempo e parole per sostenere le "pasionarie" alla guida dei taxi del mare lo trova sempre. Degno sodale di quell'altro gesuita di Bartolomeo Sorge, capace di paragonare il decreto sicurezza di Salvini alle Leggi razziali, già bollato come "professionista dell'antimafia", dal mai troppo rimpianto Leonardo Sciascia.

Non è vero che il sonno della ragione generi mostri. Spesso produce solo ipocrisia.

 

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