La Versione di Garpez: Prima ti sposo, poi ti rovino


Si ritiene comunemente che l'amore non si compra...e invece


di Garpez
Categoria: La versione di Garpez
08/07/2019 alle ore 15:32



Si ritiene comunemente che l'amore non si compra.
Un sentimento autentico, realmente sentito è senz'altro disinteressato, poiché non guarda a ragioni di casta, estrazione sociale o culturale. Quando ci si innamora, lo si fa e basta. Ed il bello sta proprio lì, tutte le volte in cui ci allontaniamo da logiche preconcette ed utilitaristiche per lasciarci trasportare da moti d'animo superiori e raffinati. 

Insomma, il progetto di una vita condivisa prescinde da schemi precostituiti o da canoni stereotipati, perché si decide di camminare assieme, nel bene e nel male o, se preferite, “nella buona e nella cattiva sorte”.
Purtroppo questa visione romantica e cavalleresca dell'amore non sembra appartenere a tutti, poiché non sono infrequenti situazioni in cui uno dei partner decide di fingere interesse per raggiungere o assicurarsi ritorni economici che ben poco hanno a che vedere con affetto e solidarietà autentici.

In uno dei casi arrivati sin dentro le aule di giustizia, un uomo fingeva di avviare una relazione sentimentale con una donna molto più grande di lui, proponendole falsamente l'acquisto in comproprietà di un appartamento (consegnando alla donna anche fotografie dello stesso) e nel richiedere prestiti proponendole la cointestazione di quote societarie, così facendosi consegnare dalla donna ingenti somme di denaro.

E la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione, che si occupa delle cosiddette “romantic scam” (truffe romantiche), con la sentenza del 13 giugno 2019, n. 25165 ha confermato la condanna dell'uomo per il reato previso e punito dall'art. 640 del codice penale, affermando il principio di diritto secondo cui 
amare una persona al fine di ottenere un vantaggio patrimoniale configura il reato di truffa.

Nel caso sottoposto alla Corte, la condotta dell'imputato era consistita non solo nel simulare sentimenti d'amore, ma anche nel coordinare la menzogna circa i propri sentimenti con ulteriori e specifici elementi, quali il progetto di una vita in comune ed un investimento societario, idonei, assieme ad essa, ad avvolgere la psiche del soggetto passivo in modo da assumere l'aspetto della verità ed a trarre in errore.
In simili ipotesi, infatti, la truffa non si apprezza per l'inganno riguardante i sentimenti dell'agente rispetto a quelli della vittima, ma perché la menzogna circa i propri sentimenti è intonata con tutta una situazione atta a far scambiare il falso con il vero operando sulla psiche del soggetto passivo.

Aveva ragione Dostoevskij quando affermava che “le persone sono sempre persone, e non tasti di un pianoforte. Nessuno può schiacciarci per suonare la musica che piace a loro”.

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