Chiude o non chiude? Tutti i passi in avanti sul caso traforo


Gran Sasso, nuovo vertice al Ministero per scongiurare la chiusura e tutelare la salute dei cittadini e del bene acqua


di Davide Leonardi
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
15/05/2019 alle ore 11:45



Chiude o non chiude? Tutti i passi in avanti sul caso traforo. Sono giorni di intenso lavoro per evitare la chiusura del Gran Sasso annunciata dalla concessionaria Strada dei Parchi e prevista dal 19 maggio: il Mit, dove si sta tenendo un tavolo permanente a cui partecipano ministeri, enti pubblici e istituzioni, ha reso noto che l'obiettivo è quello di dimostrare che, anche mantenendo aperto il traforo, la tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell'acquifero del Gran Sasso è garantita. 

Dopo l'annuncio di Strada dei Parchi, l'Abruzzo si è fatto subito sentire con una posizione bipartisan contro la chiusura, chiedendo la nomina di un commissario governativo con poteri di deroga e la garanzia che da Roma arrivino i 172 milioni di euro per mettere in sicurezza l'acquifero, sul quale pesa il pericolo di inquinamento che ha innescato l’inchiesta della procura di Teramo e il rinvio a giudizio dei vertici di SdP, Ruzzo Reti Spa, società pubblica dell'acqua nel teramano, e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso.

L'Aquila è diventata la capitale del dissenso per una sciagura che farebbe tornare indietro di 30anni una regione già segnata da terremoti: nella conferenza stampa di ieri, un folto gruppo di sindaci e amministratori, guidati dai primi cittadini di L'Aquila Pierluigi Biondi di centrodestra e di Teramo Gianguido D'Alberto di centrosinistra, ha rimarcato come irresponsabile e immotivata la decisione di Strada dei Parchi.

Successivamente si è riunito in seduta straordinaria il consiglio regionale che, pur non riuscendo ad approvare un documento unitario, ha detto con forza no alla chiusura di una via di comunicazione vitale, chiedendo a voce alta la nomina di un commissario governativo che oltre a progetti e lavori, si occupi anche della gestione, un aspetto questo destinato forse a sbloccare la situazione e indurre Strada dei Parchi a recedere dalla decisione.

Il messaggio che si va delineando è chiaro: evitare la chiusura del Gran Sasso e garantire il diritto alla salute tramite l'adozione congiunta e coordinata di una serie di azioni inter-istituzionali per dimostrare che il traforo non necessita di essere chiuso e che la tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell'acquifero del Gran Sasso è comunque garantita, nel breve e nel lungo termine, senza compromettere la circolazione delle persone e delle merci. 

Nell’immediato l’azione di risposta sarà formulata su tre direttrici in attesa che il commissario straordinario previsto da un emendamento governativo allo Sblocca cantieri possa prendere in mano la situazione, con le dovute risorse e prerogative, per la definitiva messa in sicurezza del sistema idrico: un protocollo rafforzato di monitoraggio ambientale e della risorsa idrica facente capo al ministero dell'ambiente, una pianificazione dell'emergenza demandata alla Protezione Civile di concerto con la regione e un piano di limitazione della circolazione sulla tratta autostradale, operato dal concessionario Strada dei Parchi di concerto col concedente, ossia il ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

 

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