Sinistra, Zingaretti ed europee, parla Melilla: "Campo largo alla Legnini è la soluzione"


"Nessuna scissione dei renziani. Faccia autocritica chi cacciò Marino. A Pescara troppi errori"


di Anna Di Donato
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
12/04/2019 alle ore 11:14



Dopo le regionali in Abruzzo, all’orizzonte si paventano due importanti appuntamenti il 26 maggio 2019, le elezioni europee e le amministrative a Pescara e Montesilvano. A Pescara il centrosinistra ha candidato a sindaco l’ex assessore regionale Marinella Sclocco. Il campo largo alla Legnini è la soluzione secondo l’ex parlamentare Sel Gianni Melilla

Come arriva il Pd alle elezioni europee? La mossa zingarettiana verso Calenda pagherà?

Premetto che da oltre un anno non aderisco a nessun partito e rifletto in libertà sulla politica, scevro da qualsiasi pregiudizio. Del resto mi occupo prevalentemente di iniziative sociali-culturali a Pescara e di cooperazione internazionale in Africa. Zingaretti sta con molta, per me troppa, prudenza cercando di superare la fallimentare linea politica del Pd degli ultimi 10 anni che ha distrutto la sinistra e permesso a Lega e M5S di conquistare il Governo del Paese.

Come?

Il campo largo, cioè una coalizione che unisca al Pd, forze di sinistra e liberal-democratiche, é una strada obbligata anche se non ancora sufficiente per essere vincenti rispetto ad un centrodestra a trazione leghista che ha vinto da un anno a questa parte tutte le elezioni. Occorre avere alcune idee-forza che diano identità e progettualità alla sinistra italiana e su questo vedo reticenze, timidezze, scarsa volontà di superare definitivamente la linea tardo blairista di Renzi. Mi ha colpito molto la reazione pelosa alla assoluzione di Ignazio Marino che il Pd romano cacciò da sindaco della Capitale in modo vergognoso. I dirigenti del Pd che lo cacciarono non hanno fatto alcuna autocritica e hanno anzi riproposto parole arroganti e indegne. Ne sono rimasto stupito e addolorato.

All'orizzonte vede una scissione questa volta dei renziani?

Non vedo nessuna scissione dei renziani, avendo costoro occupato saldamente tante postazioni in Parlamento e nel Partito. Perché dovrebbero andarsene? Quando c’era una vera democrazia di partito, i responsabili della più grave disfatta della sinistra nella storia repubblicana, si accantonavano in silenzio. Ora invece continuano a sostenere le loro ragioni pur se sconfitte clamorosamente il 4 marzo 2018 e in ogni elezione comunale o regionale. Zingaretti teme troppo una chiarezza definitiva sulla linea politica del Pd. E sta prendendo tempo.

Hanno accusato Zingaretti di voler replicare lo schema con "i dinosauri", aprendo a Bersani, D'Alema e Landini. Che ne pensa?

Zingaretti deve avere con la Cgil una relazione forte e aggiungo anche con la CISL e la UIL. Da nessuna parte del mondo una forza della sinistra rompe con i sindacati dei lavoratori. Renzi aveva invece, come Blair, un rapporto pessimo coi sindacati e i corpi intermedi. 

Intanto su Pescara non tutti concordano sulla candidatura della Sclocco. Perché?

A Pescara per responsabilità dei dirigenti del Pd si è cacciato un sindaco onesto e di questo in campagna elettorale si dovrà rispondere. E lo si è cacciato senza avere neanche una alternativa unitaria visto che oggi ci sono 4 o 5 candidati sindaci provenienti dal centrosinistra: un bel capolavoro.

Lo schema Legnini, con l'apertura forte al civismo dei territori può essere applicato alle amministrative abruzzesi?

Ho sempre pensato ad un campo largo e unitario del centrosinistra con un unico candidato. Nella mia vita politica ho sempre lavorato per unire le forze del Centrosinistra. L’Ulivo di Prodi e Veltroni fu un esempio vittorioso ed efficace di questa linea.

Europee e comunali, molti gli slogan, pochi gli impegni. Cosa direbbe a Toninelli sul pasticcio della a24?

Toninelli ha promesso come Ministro investimenti per la manutenzione e la messa in sicurezza delle autostrade abruzzesi-laziali, e anche la riduzione delle tariffe autostradali. Deve rispettare questi impegni, altrimenti sarà un altro Pinocchio.

Su Bussi e Rigopiano la sinistra cosa promette ai suoi elettori?

Il sito industriale inquinato di Bussi va risanato utilizzando i fondi pubblici e quelli che dovranno mettere le aziende che hanno colpevolmente inquinato. Su Rigopiano mi attendo giustizia in tempi celeri. È stata una tragedia che deve far riflettere tutti per cambiare le politiche urbanistiche e di sicurezza del territorio, soprattutto nelle zone più fragili e belle del nostro Abruzzo.

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