Che cosa ha detto il neo presidente del consiglio regionale d'Abruzzo


Il discorso all'emiciclo di Lorenzo Sospiri



Categoria: ABRUZZO-ITALIA
12/03/2019 alle ore 17:11



“Signor Presidente della Regione, Illustri colleghi, Autorità,

sono onorato ed emozionato per la fiducia che avete voluto accordarmi eleggendomi Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Abruzzo.

Assumo quest’impegno con orgoglio e con spirito di servizio, sono consapevole che, in qualità di Presidente, dovrò tenere bene a mente la consapevolezza che i principi di moderazione ed equilibrio sono fattori essenziali per lo svolgimento del mio compito. Per questo, pur riconoscendomi quale espressione della mia maggioranza e della coalizione di centrodestra, che ha voluto indicarmi a voi, so bene che il voto ricevuto mi spoglia della mia appartenenza che da oggi ha, come riferimento, l’imparzialità del mio comportamento.

Signor Presidente, Assessori, Colleghi Consiglieri di maggioranza e di opposizione, ci attende un compito difficile. In primo luogo quello di riavvicinare la Regione ai cittadini e restituire loro fiducia negli amministratori, dimostrando agli abruzzesi che noi siamo uomini e donne animati da intelligenza, coraggio e onestà, categorie dell’animo necessarie per affrontare il mandato conferitoci.

La nostra Regione soffre ancora di una pesante crisi economica, attende che la ricostruzione delle ferite del primo e del secondo sisma vengano rimarginate, non credo sia più il tempo per sterili dibattiti, Giunta e Consiglio dovranno agire con la stessa determinazione per assicurare interventi normativi di qualità efficaci e incisivi, ben consapevoli che il Consiglio regionale non è l’Organo chiamato esclusivamente a ratificare le volontà del Governo regionale, ma ha in sé l’autonomia per promuovere atti di programmazione e pianificazione.

Il Presidente del Consiglio ha il compito di garantire il funzionamento ottimale dell’Istituzione. Sarò pertanto l’ispiratore di una profonda stagione di riforme e semplificazioni legislative. Passeremo da tante norme più volte modificate, a testi unici, semplici ed esaustivi.

Gli abruzzesi attendono risposte concrete: le attendono i giovani in cerca di occupazione, le famiglie bisognose, i malati in cerca di una sanità più efficiente, le forze sociali, produttive e imprenditoriali alla ricerca della possibile soluzione ai molti problemi che saremo chiamati ad affrontare. Le attendono anche tutti quelli che hanno disertato le urne esprimendo in modo chiaro e inequivocabile la loro sfiducia verso l’intera classe politica regionale, tra cinque anni sono certo che con l’aiuto di tutti faremo loro cambiare idea.

Voglio rivolgere un pensiero particolare ai nostri abruzzesi all’estero: saremo loro vicini, così come sono certo che, se rispettati, anche loro contribuiranno a rivolgere verso di noi attenzioni che possono produrre ricchezza per la nostra terra.

Io sono stato un fiero ma leale oppositore del precedente Governo regionale, so quanto possa essere ingiusto vedersi negare i propri diritti nello svolgimento del sindacato ispettivo. Non accadrà. Io sarò il garante dell’osservanza delle regole così come non permetterò che si intralci per pregiudizio l’attività di Governo del Presidente Marco Marsilio.

Quest’aula non è mai stata e non sarà mai una cloaca, ma diventerà un modello per i giovani abruzzesi. Auspico pertanto che i colleghi, espressione della maggioranza e dell’opposizione, sappiano esercitare con equilibrio e sobrietà le prerogative, appunto, del Governo e della opposizione.

Oggi, 12 marzo di 156 anni fa, nasceva Gabriele d’Annunzio e nasce anche la undicesima legislatura regionale. E allora, come avrebbe detto il Poeta, auspico per voi tutti, Colleghi, Assessori e Consiglieri e per Lei Presidente Marsilio, di lavorare a tutti i colleghi, Assessori e Consiglieri, di lavorare per andare sempre più alto e più oltre.

E da ora, con l’aiuto di Dio, tutti al lavoro per l’Abruzzo.”

 

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