Ragnatela PescarAbruzzo, tra potere, gigli magici e tesoretti


Nomi, correnti e patrimonio della Fondazione finita nel mirino della magistratura


di Paolo Falliro
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
12/03/2019 alle ore 13:49



Lasciamo da parte per un momento l'aspetto giudiziario, di cui evidentemente solo la magistratura deve occuparsi e facciamo il punto sul peso specifico della Fondazione PescarAbruzzo. 

NOMI

Due nomi su tutti, del recente passato (e del presente): Nicola Mattoscio, fondatore e anima della fondazione di origine bancaria che amministra il patrimonio della vecchia Cassa di risparmio di Pescara e Loreto Aprutino (un tesoretto che attualmente si attesta sui 203 milioni di euro) e Luciano D'Alfonso che da governatore d'Abruzzo e da sindaco di Pescara ha beneficiato delle casse dell'ente. Il pensiero corre ai 5 milioni di euro usati per costruire il Ponte del Mare, simbolo dalfonsiano nella città adriatica.

Mattoscio è stato presidente della fondazione per due decenni: si tratta di un docente di economia, numero uno della Saga, già al vertice dell'Istituto superiore di disegno industriale e direttore del dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative dell'università d'Annunzio di Chieti-Pescara. Dal maggio 2016 ha ceduto il passo ad una sua fedelissima, l'avvocato pescarese Paola Damiani, diventata segretario generale, ma di fatto ne è ancora l'ispiratore.

AFFARI & PARTNERS

La Fondazione può vantare un patrimonio immobiliare di pregio. Come lo storico edificio dell'ex Banco di Napoli, all'incrocio tra corso Umberto e corso Vittorio Emanuele, o come i cinetatri Massimo e Circus, il palazzo che ospita la libreria Feltrinelli, il palazzo dove ha sede la Dogana, il palazzo di via Alento che ospita la Cittadella dell'accoglienza, la sede in corso Umberto, dove ha sede anche la Maison des Arts.

"La Fondazione PescarAbruzzo – si legge nella presentazione ufficiale - è impegnata nei confronti della comunità a svolgere con trasparenza la propria attività, improntando la sua azione a criteri di equità, indipendenza e imparzialità verso tutti i soggetti che entrano in relazione con essa".

Alcune delle operazioni degli ultimi anni sono state caratterizzate dal business, come l'accordo con la provincia di Pescara per l'acquisizione, in comodato d'uso per 15 anni, di un edificio di 450 metri quadri, in via Battisti, destinato a diventare la sede dell'Isia, di cui Mattoscio è presidente. La Fondazione da par suo si è accollata le spese per la messa a norma degli impianti.

Inoltre in via Michelangelo la fondazione PescarAbruzzo ha acquistato dal presidente del Pescara Calcio, Daniele Sebastiani, un altro immobile (che necessita di interbenti da 2 milioni e mezzo di euro), che dovrebbe diventare sede della Cittadella del design.

Il fil rouge con Sebastiani è intenso e solido: lo dimostra il prestito obbligazionario da 5 milioni di euro per un progetto di scouting a condizioni particolarmente vantaggiose. Prevede infatti la restituzione dell'importo in cinque anni, ad un tasso d'interesse del 3,5%.

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