Ecco perché Salvini avrebbe potuto imitare Almirante


E invece la politica migratoria non è roba da Tribunali


di l'innocente
Categoria: CapoVerso (rubrica innocente)
29/01/2019 alle ore 14:09



Probabilmente finirà in un nulla: la politica migratoria non è roba da tribunali. Neppure in una repubblica delle banane! 

E' tutto il governo che ha agito e condiviso spiega infatti Matteo Salvini. Fatto che Luigi Di Maio ha sempre confermato. Perciò, dov'è il problema? 

È che in effetti l'eventuale processo diventerebbe una passerella mediatica enorme. Farebbe ridere il mondo, annichilirebbe le cretinate e le ipocrisie dell'opposizione piddina e forzitaliota ma, darebbe una ulteriore spinta propulsiva alla Lega. Che infatti ha accarezzato per un po' l'idea di scartare in avanti utilizzando appunto il precedente, illustre, che ebbe come protagonistaGiorgio Almirante. Illustre e politicamente scorrettissimo. 

Sparigliare e passare all'incasso. 

Il voto a favore di Salvini all'autorizzazione a procedere richiesta dal tribunale dei Ministri di Catania sul caso della nave Diciotti. Un si ad un processo nonsense.Da sbandierare e usare, poi, per tutta la campagna elettorale europea. Per calcolo politico. Per mettere in mora, dal banco degli "imputati" e con tutti i riflettori addosso, l'ignavia dell'Unione europea sul tema migranti e l'incapacità dei politici italiani che l'hanno preceduto. 

Almirante, con uno dei suoi discorsi meglio riusciti a Montecitorio, il 24 maggio del '73 annunciò il suo personale voto a favore alla richiesta di autorizzazione a procedere contro di lui (e non contro il Msi!) per tentata ricostituzione del disciolto partito fascista. Inchiodò la dabbenaggine democristiana e la rivalsa comunista ricavandone pubblicità e simpatia anche se quel processo non si celebrò mai. E per quei tempi, altro che grancassa sarebbe stato!

Salvini, spiazzando anzitutto piddini e forzisti e togliendo da un presunto imbarazzo gli alleati pentastellati (i cui ministri comunque testimonierebbero tutti a suo favore!), avrebbe potuto fare lo stesso. Dichiarare il suo si all'autorizzazione. E dare un ceffone a quei parenti serpenti di Forza italia che da un lato lo insultano e lo dileggiano paragonandolo a Hitler e dall'altro non vedono l'ora di essere ringraziati per il "soccorso" in Senato. No, non accadrà niente di tutto ciò. E forse è un peccato. La politica migratoria non è roba da tribunali. Neppure in una repubblica delle banane!