Legge elettorale, il Pd punta sul Mattarellum corretto. Stop di FI: no al maggioritario e alle prefe


Il Pd esce allo scoperto sulla legge elettorale.



Categoria: Transatlantico
11/05/2017 alle ore 19:51



Roma,11 mag (Agenzia Nova) – Il Pd esce allo scoperto sulla legge elettorale. La proposta messa sul tavolo del presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Andrea Mazziotti, è un Mattarellum corretto, che prevede il 50 per cento di seggi assegnati con il maggioritario e l'altra metà con il proporzionale, mentre nella legge che porta il nome del capo dello Stato le percentuali erano del 75 e 25 per cento. Ma Forza Italia dice no a questa ipotesi e rilancia l'idea di un sistema proporzionale senza alcun correttivo maggioritario e senza preferenze. Contrario anche il Movimento cinquestelle, che nei giorni scorsi invece si era detto disposto a dialogare con i Democratici. "Serve un pezzo di maggioritario per dare governabilità a questo Paese - spiega il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato -. Il Pd propone una soglia di sbarramento accettabile, del 5 per cento com'è in molti paesi". Forza Italia non è affatto d'accordo e, dopo una riunione a Palazzo Grazioli, mette nero su bianco la sua posizione. I criteri indicati dal partito di Silvio Berlusconi sono tre: "occorre una legge elettorale che consenta un’effettiva corrispondenza fra il voto espresso dagli italiani e la rappresentanza in parlamento, evitando correttivi maggioritari"; serve omogeneità tra Camera e Senato e bisogna evitare "in ogni caso il ricorso al voto di preferenza". La Lega, invece, apre al Pd. "A noi va bene il Mattarellum - sottolinea Giancarlo Giorgetti -. La proposta dei Democratici somiglia al Mattarellum e quindi può andare. Però, vogliamo fare presto". Dunque, in commissione il testo del Pd sarebbe appoggiato dal Carroccio ma anche dai parlamentari di Verdini, che a suo tempo avevano presentato una proposta analoga. "Il Pd esce allo scoperto e propone la legge elettorale di Verdini", attacca su Twitter Danilo Toninelli del M5s. E i Cinquestelle gridano già “all’inciucio tra Renzi e Verdini”.