Il nuovo (che è cieco), il presunto vecchio e il jolly per andare avanti


Verso le regionali e le amministrative con la consapevolezza del civismo e non dei robot teleguidati


di Leone Protomastro
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
03/12/2018 alle ore 16:24

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Sarebbe troppo facile mettere il sale sulle ferite di chi, teleguidato da algoritmi ed epurazioni che puzzano di Pcus, agita oggi il vessillo del nuovo contro il presunto vecchio. Come se bastasse per avere un voucher di buona governabilità.

Il sapore amaro è stato già assaggiato a Roma e a Torino da cittadini che, oggi, manifestano contro i no aprioristici a modernizzazioni decisive come la Tav e da chi passeggia, da Prati al Colosseo, costretto ad una gimkana tra sacchetti di monnezza che poi qualcuno manda in altre regioni come l'Abruzzo.

Il guaio è davvero grosso perché figlio di un Paese ancora immaturo e a tratti sciancato, che però sta iniziando a intravedere che cosa ha combinato lo scorso 4 marzo.

Va bene urlare alla luna, promettere la pace nel mondo, aizzare cani rabbiosi contro l'ultima delle lepri, ma poi i fatti arrivano clamorosamente a galla: la follia dei vaccini che ancora qualche incosciente mette in dubbio, la propaganda di chi si occupa di inezie mentre il resto del mondo ingrana la quarta e va su Marte, l'insipienza di quattro gatti che inneggiano a un presunto leader in vacanza sudamericana mentre la politica di un governo è guidata da grandi fratelli che giocano con likes e con le ansie dei cittadini.

Eccoli i veri perdenti di questo circo Barnum: imprese che attendevano notizie sull'Irap, neo laureati desiderosi di un'occasione e non di un'elemosina da mantenuti, lavoratori in bilico anche grazie a delocalizzazioni che non si combattono certo con lo spettro di scie chimiche o complotti internazionali.

Certo, questo tragico schema è figlio degli errori di ieri che in Abruzzo, come in altre regioni e nei ministeri, sono evidenti in tutta la loro interezza: ma la soluzione non si trova volgendo lo sguardo a chi cova una rabbia sociale da anni Settanta, a chi non ha la minima idea di come gestire una macchina complicata e delicata come la res publica, a chi non è capace punto e basta, a chi ha fatto bingo solo perché l'Italia ha deciso di abboccare all'ennesimo pifferaio magico (questa volta non in carne ed ossa ma con mouse e algoritmi ereditati).

Ecco perché tra il civismo che si sposa con i territori facendoli andare avanti e i robot teleguidati da truppe cammellate (fino a ieri disoccupate) non dubitiamo di chi fidarci.

 

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