Vitalizi, anche l'abruzzese Gargano contro il taglio dell'assegno deciso alla Camera


Ricorso al Consiglio di giurisdizione di un drappello di ex parlamentari contro il contributo di solidarietà deciso a Montecitorio


di Redazione
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
13/07/2017 alle ore 13:43



Non vogliono mollare nemmeno un centesimo del vitalizio che incassano ogni mese. Così, dopo che il 22 marzo l’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera, firmataria Marina Sereni (Pd), che a partire dal 1° maggio ha introdotto un contributo di solidarietà triennale sugli assegni di importo pari e superiore a 70mila euro lordi l’anno, uno stuolo di ex eletti ha deciso di fare ricorso affidandosi all’avvocato ed ex parlamentare del Pdl Maurizio Paniz. Di per sé, la proposta avanzata quattro mesi fa dalla vicepresidente della Camera porta a risparmi risibili: 2 milioni e mezzo di euro l’anno, cioè l’1,7% dei 135 milioni spesi da Montecitorio nel solo 2016 per il pagamento dei vitalizi.

Ma niente, nemmeno questo è bastato a frenare l’impeto dei “nostri”. Che in nome dei “diritti acquisiti” hanno scelto di andare alla guerra con il Consiglio di giurisdizione della Camera, l’organo interno col compito di dirimere le controversie fra ricorrenti – in questo caso gli ex deputati – e l’amministrazione. Nella lista figurano nomi noti e meno noti della politica tricolore. Fra questi, c’è anche un ex deputato abruzzese, Mario Gargano. Classe 1929, nato a Tagliacozzo (L’Aquila), l’oggi 88enne ex parlamentare della Democrazia Cristiana (Dc) incassa un vitalizio da 3.931,21 euro netti al mese. Cifra maturata grazie alle tre legislature passate a Montecitorio con la “Balena Bianca” a cavallo fra il 1972 e l’83. Nel curriculum parlamentare di Gargano si contano 70 interventi in Aula e 154 progetti di legge presentati, 79 come primo firmatario e 75 come cofirmatario.

Ma, soprattutto, diversi incarichi di Governo, tutti collezionati nell’ottava legislatura (1979-83), quella nella quale nasce la stagione del cosiddetto Pentapartito. Nei sei Esecutivi che si alternano in quegli anni, Gargano c’è quasi sempre: sottosegretario per il Turismo e lo Spettacolo del Governo Cossiga II, sottosegretario per le Finanze del Governo Forlani I, sottosegretario per il Lavoro e la Previdenza sociale dei Governi Spadolini I e II. Certo, come detto Gargano non è il solo ad aver impugnato la delibera Sereni. Nella lista figurano altri ex Dc come Giuseppe Gargani, Pietro Rende e Giuseppe Fornasari, ma anche ex Radicali (Giuseppe “Peppino” Calderisi) ed ex Pci-Pds come Antonio Bargone. Del resto, si sa: quando si parla del vitalizio vale il motto “tutti per uno, uno per tutti”.