Verso le Regionali: il Pd, il progetto nuovo e la crisi semantica


Il nodo del centrosinistra abruzzese non è tanto nel nome, ma nei semi di gramigna piantati in cinque anni


di Raffaele de Pace
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
08/11/2018 alle ore 08:05

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Si vorrebbe candidare solo in caso di progetto nuovo. Lo ha detto Giovanni Legnini, già vicepresidente del Csm in quota Pd e dal "Nazareno dalfonsiano" invocato da tempo per essere il candidato del centrosinistra alle regionali.

Ma c'è un problema, in primis di semantica politica. Che significa “sì solo in caso di progetto nuovo”? Qualcuno crede davvero che cambiando il nome del Pd regionale come per magia si annullerebbero le promesse del governatore-senatore, le scivolate sui fondi Ue sprecati malamente, gli annunci sul Masterplan, le classifiche italiane in cui il tessuto abruzzese purtroppo è fanalino di coda anche per colpe della politica?

Qualcosa non torna in questo scenario. Innanzitutto perché se discontinuità deve essere allora che lo sia anche nella favella, oltre che nelle sigle. Non si può invocare lo spirito comunitario e poi anelare ad un progetto nuovo. Non c'è coerenza.

Lo stesso vale ovviamente per il centrodestra: serve chiarezza, un programma smart per l'Abruzzo e un front man qualificato che abbia un fil rouge con i territori (quindi evitando i “calati” da piazza Montecitorio o le ipotesi strampalate circolate negli ultimi giorni).

Di contro, gli altri che stanno in queste ore ballando in cerca del paracadute (con più di qualcuno che fa il nome del sindaco di Pescara) tengano a mente che il problema non è tanto il futuro ma il passato che ha generato questo presente in Abruzzo.

Troppo facile ricostruirsi una verginità politica distante dal dalfonismo tout court in vista del 10 febbraio. La gente ricorda i tagli di nastro rimasti tali, come anche non dimentica dei 400mila euro usati per un campetto di provincia, dei conti in rosso (fisso) di alcune partecipate regionali, delle difficoltà di avere una rete stradale provinciale dignitosa, che va in tilt ad ogni nevicata, di un turismo che non decolla anche per via di una mancata maturazione di marketing regionale.

E allora forse forse ha ragione il dem abruzzese Michele Fina, componente della Segreteria Nazionale, quando teorizza una ridefinizione di perimetro democratico, valori in campo e braccia che li portino avanti.

Il merito, prima del nome o dello slogan. Ecco.

 

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