Pescara, perché il Sindaco non può invocare il trasformismo


Dimissioni di Diodati: il pasticcio non è nato oggi ma è figlio dell'onda D'Alfonso


di Paolo Falliro
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
07/11/2018 alle ore 10:04

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No, non è questo il vizio antico della politica di saltare giù dal carro che si sta schiantando contro un muro, come il Sindaco di Pescara epiteta le dimissioni di Giuliano Diodati.

Sarebbe troppo semplice spegnere i neuroni e trovare la prima giustificazione possibile per sventolarla ad un elettorato ormai distante e deluso.

Gli abruzzesi, così come gli altri cittadini italiani, soprattutto in questa peculiare fase, non dovrebbero essere trattati come quegli anziani che faticano a ragionare, purtroppo per via dell'età, e allora gli si dice che l'asino vola. No, non è proprio questa la strada maestra. Non solo semplice, ma finanche troppo comodo tacciare di trasformismo chi fa la valigia e se ne va: perché non è intellettualmente onesto.

Sono migliaia i Diodati che, nelle piccole amministrazioni abruzzesi, nei circoli ormai vuoti come dimostrano le festine dell'Unità, nei capannelli in piazze e parchi pubblici, hanno voglia di fuggire. E lo stanno facendo come dimostrano i dati del Pd.

Qualcuno ha pensato a interrogarsi del perché? E sui temi cari alla sinistra cosa ha fatto il Pd regionale? E sulle vertenze aperte? E sulle attività artigiane che chiudono? E sulle strade-colabrodo?

Non basta che il segretario Rapino, costantemente svegliato si dice da telefonate all'alba, fuori tempo massimo si sia dimesso da una segreteria che si è caratterizzata per un appiattimento, anacronistico e abulico, sui desiderata del senatore-non più governatore. Ma senza un'azione una che porti un frutto.

Il risultato è questo, con buona pace del Sindaco di Pescara che, parlando col massimo rispetto come sempre si fa su queste colonne, ha perso la bussola della città, dove i problemi si moltiplicano anziché essere dimezzati.

E non c'entra davvero più il centrosinistra in quanto tale, o il centrodestra o la politica populista: no, non si faccia questo errore semantico in questa terra sventrata dalla furia della natura e dalla mediocrità di moltissimi tra amministratori, burocrati e giornalisti troppo spesso silenti.

Il punto è che la stagione piddina, tanto in Regione quanto in città simbolo come Pescara, non è stata soddisfacente. E capri espiatori non servono proprio a nulla.

 

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