Abruzzo regione povera? Sigismondi (Fdi): "Dati preoccupanti"


Un sondaggio Istat relativo al 2017 rivela che la soglia è cresciuta di 5 punti rispetto alla media nazionale


di Anna Di Donato
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
03/11/2018 alle ore 10:19

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L’Abruzzo è una regione povera: lo rivela un sondaggio Istat relativo all’anno 2017. Secondo i dati riportati dall’agenzia, il valore di povertà relativa sarebbe superiore al 17,6%, che corrisponde al 15,6 % delle famiglie. Dati piuttosto preoccupanti se si considera che la media nazionale si aggira intorno al 12 per cento. Nella nostra regione, 231.474 persone vivono al di sotto della soglia di povertà relativa e lo stesso vale per 87.218 famiglie.

Più figli, maggior rischio povertà

L’Abruzzo è tra le 7 regioni con indice di povertà maggiore, nonostante siano i dati migliori tra le regioni del Mezzogiorno. A tal proposito, la Cgil Abruzzo ha chiesto alla Regione un intervento immediato, un’ “Alleanza contro la povertà”, come prevedono gli accordi nazionali poiché “ad oggi nulla è stato fatto”. In Italia sono 1 milione 208mila i minori in povertà assoluta. Il rischio di povertà cresce del 10,5% per le famiglie con un figlio e sfiora il 20,9% per quelle con 3 o più figli.  

COMBATTERE LA POVERTA'

Stando così le cose, per l’Abruzzo il futuro non sembra poi così roseo. Come invertire un trend tanto negativo? Secondo il coordinatore abruzzese di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi il panorama regionale è davvero grave: “Purtroppo i dati che escono fuori, per quanto riguarda la povertà in Abruzzo sono molto preoccupanti. Dalla situazione degli indici economici abruzzesi si denota come essa rientri tra quelle regioni con maggiori criticità, che vanno necessariamente attenzionate e aiutate con grandi programmi di rilancio dell’economia. Riteniamo che per quanto riguarda la povertà, l’unico metodo per cercare di sconfiggerla sia quello di creare lavoro. Siamo estremamente contrari a pagliativi come il reddito di cittadinanza. Crediamo che la povertà si possa sconfiggere solo creando occupazione sul territorio. Sicuramente un sistema per creare lavoro è quello di creare le condizioni per far sì che nuove imprese possano insediarsi sul nostro territorio".

ZES

“Un’occasione potrebbero essere le Zes (Zone Economiche Speciali) - continua - ma uso il condizionale perché sappiamo che l’Abruzzo solo adesso ha iniziato con grande ritardo la perimetrazione. Di certo, esse potrebbero essere un’opportunità non soltanto per quanto riguarda  gli sgravi fiscali ma anche per tutta una serie di procedure semplificate, autorizzative che potrebbero creare nuove imprese. Oltretutto, in Abruzzo c’è bisogno di mettere in atto tutta una serie di provvedimenti per ciò che concerne l’accessibilità sul territorio, perché se non ci sono le infrastrutture, se non ci sono vie di comunicazione (che in Abruzzo sono carenti), difficilmente le aziende scelgono di localizzarsi dalle nostre parti anziché in altre”.

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