Fisco, in aumento il valore del contenzioso tributario in Abruzzo. Accertamenti a quota 367 mln


Rapporto della Corte dei Conti. A Pescara occorrono ben 663 giorni per definire un processo fiscale, a Teramo solo 188


di Ilaria Proietti
Categoria: ABRUZZO
12/07/2017 alle ore 13:01



E’ di quasi 367 milioni di euro il valore del contenzioso tributario registrato in Abruzzo nel 2016, quasi totalmente frutto di attività di accertamento fiscale. E’ quanto emerge nel Rapporto della Corte dei Conti sul contenzioso dinanzi alle Commissioni tributarie. Un resoconto da cui emerge come, per la regione, sia in aumento l’entità dell’importo contestato rispetto agli anni precedenti: nel 2013 era stato pari a 214,7 milioni, 266,6 nel 2014, quasi 246 nel 2015 e infine 366,8 nel 2016. Nel documento elaborato dalal magistratura contabile si evince anche quale sia il tempo medio di definizione dei procedimenti davanti alla commissione regionale e di fronte a quelle provinciali. Che dipende ovviamente dagli organici. Nulla invece, relativamente all'Abruzzo sugli esiti del processo tributario che a livello nazionale vede ancora prevalere, nella maggioranza dei casi, le ragioni dello Stato al netto delle liti che finiscono con una conciliazione o un condono.

La commissione tributaria regionale in Abruzzo si articola in sette sezioni e si avvale di 32 giudici (a fronte dei 42 previsti): le pratiche, tra giacenza e nuovi ricorsi risultano a quota 2.846, il che comporta per ciascun giudice un carico di 89,2 pratiche. Con quali tempi di definizione? Il tempo medio del processo è stato di 436 giorni nel 2015 il che colloca l’Abruzzo all’ottavo posto della classifica nazionale. Un dato in miglioramento rispetto al 2014 quando servivano 589 giorni e del 2013 quando addirittura ne occorrevano 647.

A livello di commissioni provinciali, a Pescara il carico per singolo giudice è di 295 ricorsi, a Teramo 108, all’Aquila 101, a Chieti 75. Quanto a Pescara è passata da una situazione da top ten nel 2011 quando occorrevano ‘soli’ 322 giorni per la definizione del processo, a 355 giorni nel 2012, 404 giorni nel 2013, 595 giorni nel 2014 e 663 giorni nel 2015. A Chieti ne occorrevano 450 nel 2011 374 nel 2012, 434 nel 2013, 343 nel 2014 e 355 nel 2015. Va meglio all’Aquila e a Teramo. Nel capoluogo abruzzese il tempo di definizione del processo è stato di 198 giorni nel 2015 ( nel 2011 ne servivano 389, 321 nel 2012, 408 nel 2013, 291 nel 2014). Teramo è invece la commissione tributaria provinciale con le migliori performance in tutta Italia: nel 2015 sono serviti appena 188 giorni per definire una lite fiscale (si è passati dai 298 giorni del 2001, ai 262 del 2012, ai 330 del 2013 e ai 236 del 2014).

Quanto ai dati nazionali più rilevanti che emergono dal Rapporto, la Corte dei Conti rileva che l’andamento del contenzioso di fronte alle commissioni tributarie mostra, a partire dal 2011, un progressivo decremento delle liti pendenti, che scendono per la prima volta nel 2016 al di sotto delle 500.000 (esattamente 469.048), con una riduzione dell’11,64 per cento rispetto al 2015. Nel 2016 sono pervenuti complessivamente 231.713 ricorsi/appelli, di cui ben 155.723 (pari al 67,21 per cento) relativi a controversie di valore fino a 20 mila, per un valore di circa 669,59 milioni. Le controversie di valore superiore sono state 69.451, pari al 29,97 per cento del totale. In particolare le controversie superiori al milione di euro sono state 4.159 (pari all’1,79 per cento dei ricorsi/appelli pervenuti) per un valore di circa 23,2 miliardi (pari al 73,09 per cento).In sintesi, il 67,21 per cento delle nuove pratiche corrisponde soltanto al 2,10 per cento del valore complessivo delle liti, mentre l’1,79 per cento delle liti copre ben il 73,09 dell’intero valore.