Costantinopoli, Atene, Mosca: che succede nell'universo ortodosso?


Bartolomeo I concede l'indipendenza a Kiev, ma c'è il rischio che religione e geopolitica di mescolino pericolosamente


di Francesco De Palo
Categoria: Francesco De Palo
23/10/2018 alle ore 07:59

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Libera Chiesa in libero Stato? C'è fermento nell'universo ortodosso, complice anche la geopolitica che, piaccia o meno, è una costante in scelte strategiche e direttrici di marcia. Come quella intrapresa dal Patriarca Bartolomeo: Costantinopoli di fatto concede l'indipendenza a Kiev ma le decisioni del Sinodo a Istanbul e del Patriarca portano in grembo riverberi politici precisi.

Di danno catastrofico parla il Patriarcato di Mosca e di tutte le Russie ("La situazione che stiamo affrontando ora è assolutamente senza precedenti e assolutamente nuova per tutti. Questa è una rottura completa con la tradizione e la percezione della religiosità, e, naturalmente, tutto ciò che Costantinopoli sta decidendo ora causerà un danno catastrofico, prima di tutto, per gli ortodossi in Ucraina. Perché ora inizierà qualcosa di terribile").

Altro che ecumenismo, sembrerebbe proprio che i progressi registrati negli ultimi anni, secondo un trend ideologico e valoriale avviato da Papa Giovanni Paolo II, possano rischiare di finire sbriciolati dinanzi alla macro questione in piedi tra Kiev e Mosca.

E'stato lo stesso Bartolomeo a replicare ai rilievi russi, osservando con tono polemico che piaccia o meno ai fratelli Russi, alla soluzione che darà il Patriarcato ecumenico non c'è altra scelta, come ha detto in occasione di un evento per celebrare i 150 anni della Comunità Ferik a Istanbul. E ha accennato anche ad altri aspetti della vicenda, come la "propaganda nera" da parte russa, che "colpisce" il Patriarcato ecumenico.

Gongolano ovviamente da Kiev, dove il presidente ucraino Poroshenko parla di “una vittoria del bene sul male, della luce sul buio", per un evento "storico" atteso da oltre 330 anni. Ma cosa cambia in concreto da domani?

Che il Patriarcato di Costantinopoli concede l'autocefalia alla chiesa ucraina quindi anche la sua completa indipendenza, dopo mille anni di autonomia ucraina ma incorniciata all'interno del Patriarcato di Mosca.

In Russia si parla apertamente di scisma e anche in Vaticano, al di là della prudenza mediatica, ci si interroga su questa mossa di Bartolomeo. Anche perché la Chiesa ortodossa russa ritiene l'Ucraina suo territorio canonico, come ammesso ufficialmente dal capo del Dipartimento sinodale del Patriarcato di Mosca per le relazioni della Chiesa con la società e i media Vladimir Legoyda.

C'è il rischio che i recenti capovolgimenti di fronti (politici, geopolitici e di riposizionamento nello scacchiere euromediterrameo) possano avere influito su questa scelta?

 

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