I fondi Masterplan? Nel limbo delle promesse democrat, altro che scippo


Ora dicono: "lo Stato ci porta via i soldi, non siamo noi che non li spendiamo". Falso: lo Stato sposta risorse che nessuno ha usato rapidamente, preferendo tagli di nastro e slogan


di Raffaele de Pace
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
07/10/2018 alle ore 13:06

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Lo mangi? Chiede il compagno di banco. E il bambino: sì, lo mangerò. Una, due, tre ore e l'allocco rassicura, ma il succulento cibo resta lì nel limbo di quel piatto. E allora arriva un altro con una fame da lupi (perché a digiuno da giorni) e glielo porta via. Uno scippo? Niente affatto.

Non è una favola di Esopo, ma forse è ugualmente utile e fare chiarezza sulla rimodulazione dei fondi Masterplan individuati dal governo per il decreto emergenza post crollo del ponte Morandi a Genova, quindi per la messa in sicurezza delle autostrade abruzzesi A24 e A25.

Il ministro per le infrastrutture Toninelli non toglie all'Abruzzo 200 milioni come qualcuno fa dire (o scrivere) in queste ore, perché la cifra riguarda Abruzzo e Lazio “a valere sulle assegnazioni per interventi già programmati”.

Significa che le mille promesse targate Masterplan non si sono tradotte in vincoli perché fino ad oggi sono state usate come un mantello elettorale senza punti fissi, tipo contratti, progetti in fase operativa, cronoprogramma e via dicendo.

Una grande tenda dove all'interno il circo Barnum della Giunta non si è preoccupato di impegnare le risorse del Masterplan, di mettere tutto nero su bianco, di dare una veste attuativa alle promesse di rivoluzione per settori in tremenda sofferenza come lavoro, sicurezza, risanamento ambientale e sviluppo. Per cui oggi, con una emergenza nazionale (e non microregionale) che è una spada di Damocle per cittadini e comunità, ecco la svolta del ministero.

Ma chi ha sbagliato (e alla grande) in questi anni sventola la bandiera dello scippo, che nei fatti non vi è stato. E protesta (con la bava alla bocca tipica di chi non ha molto da dire nel merito) perché sa di essere stato colto in fallo.

Si urla alla luna per nascondere deficienze strutturali e carenze strategiche, quella costante comportamentale che ha poi prodotto i frutti avvelenati di queste policies sul territorio abruzzese, come dimostrano ancora una volta mille e più classifiche nazionali ed europee.

E allora cosa hanno fatto i titolari del Masterplan in questi anni per usare quei fondi? Perché non sono “cantierati” quindi impegnati ufficialmente? In quel modo, forse, le cose sarebbero andate diversamente.

Oggi lo Stato rimodula risorse proprie per la sicurezza dei cittadini perché il triumvirato del Masterplan (D’Alfonso/Primavera/Rivera) si è occupato d’altro limitandosi a fare chiacchiere senza sostanza.

A cosa serve, dunque, oggi protestare? A nulla, come i tagli di nastro, come le promesse, come chi cincischia una camicia usata, macchiata e spiegazzata che, invece, andrebbe messa da parte. Per acquistarne un'altra.

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