Decreto Salvini, saremo più sicuri? Parlano Pagano e Profeta


Ridurre i costi dell'immigrazione, espellere più velocemente finti profughi e dare più poteri alle Forze dell'ordine


di Laura Battista
Categoria: ABRUZZO
28/09/2018 alle ore 20:36

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Col “Decreto Salvini" su sicurezza e immigrazione le nostre città saranno più sicure? Impaginato lo ha chiesto al senatore forzista Nazario Pagano e a Carola Profeta, dell'Associazione “Noi per la Famiglia”.

PAGANO

“Il Decreto Sicurezza, sono lieto di dirlo, è perfettamente in linea con il programma di centrodestra. Lo stesso programma con cui, in coalizione, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia si sono presentati agli elettori. La battaglia sulla sicurezza è un tema non solo condiviso con gli alleati, ma anche oserei dire pregnante nella cultura politica di Forza Italia. Occorre ricordare infatti, che fu proprio il Governo Berlusconi a portare il numero degli sbarchi vicino allo zero, grazie all'accordo con Gheddafi, saltato poi per la folle guerra voluta dalla Francia di Sarkozy e tanto caldeggiata dall'allora Presidente Giorgio Napolitano. Guerra che ha portato il Nord Africa nel caos con la conseguente crisi migratoria, di cui ha fatto le spese soprattutto l'Italia”. Aggiungendo poi che la loro è “un'opposizione costruttiva”.

E osserva: "Se un provvedimento fa parte del programma di centrodestra, ha la nostra approvazione. Diversamente, quando una legge ci trova in totale disaccordo, come successo con il decreto dignità, un mix di norme assistenzialiste, dirigiste e pericolose per il mercato del lavoro, diamo battaglia in Parlamento”, rimarcando ancora una volta come il loro obiettivo sia quello di restare coerenti con ciò che è stato promesso agli elettori.

Una buona base di partenza dunque? ”Senz'altro trovo che le misure prese siano pienamente condivisibili. L'errore della politica, spesso, è quello di porre l'immigrazione sotto la lente dell'ideologia. È sbagliato, a mio avviso, ritenersi pro o contro il fenomeno: occorre valutare caso per caso e analizzarne i risvolti. Attualmente, l'Italia non è in grado di assorbire un tale numero di esseri umani, né di garantire loro un lavoro, visto l'alto tasso di disoccupazione. Questi giovani arrivano pensando di aver trovato la soluzione ai loro problemi e invece si trovano spesso costretti a delinquere: questo crea una percezione di insicurezza nei cittadini a cui è giusto che la politica, sempre nel rispetto dei diritti umani, dia una risposta”.

E conclude: “Si dovrà dialogare seriamente con i Paesi del nord Africa e con l'Europa; da un lato, fare in modo che ogni Paese faccia la sua parte nell'accoglienza di chi ha diritto allo status di rifugiato e stringere accordi con i singoli Paesi di partenza, sulla scia di quanto fatto dal governo Berlusconi in Libia; dall'altro si dovrà convincere i partner mondiali a stanziare un vero e proprio piano Marshall per l'Africa, così da garantire un futuro ai giovani là dove sono nati” e, prendendo in prestito le parole del Papa emerito, Joseph Ratzinger, “bisogna riaffermare il diritto a non emigrare”, dunque sostenendo che il decreto, seppur condivisibile, non rappresenti la soluzione definitiva.

 

PROFETA

Anche Carola Profeta, Presidente dell’Associazione “Noi per la Famiglia” - Regione Abruzzo, rimarcando come il suo impegno, sulla tematica della certezza della pena, sia noto ormai da molti anni, ha affermato che questo provvedimento costituisce sicuramente un buon punto di partenza.

Ha altresì evidenziato numerose perplessità in merito al fatto che il contenuto del decreto tocchi dei punti a suo avviso fondamentali ma inspiegabilmente mancanti fino ad oggi nel nostro Paese. Quindi, “c’è sicuramente ancora molto da fare”.

In merito all’immigrazione, uno dei punti salienti toccati dal provvedimento, sottolinea: “Solo in Italia vi è la cosiddetta “protezione umanitaria” che fino ad oggi (considerati anche i numeri rilevati) sembrava caratterizzata da maglie eccessivamente larghe. Ora, con questo provvedimento, finalmente, si attua un giusto restringimento della protezione umanitaria”.

Si è detta estremamente d’accordo sul contrastare più efficacemente l'immigrazione illegale, garantendo dunque l'effettività dell'esecuzione dei provvedimenti di espulsione; anche sul definire nuove regole in materia di revoca dello status di protezione internazionale in conseguenza dell'accertamento della commissione di gravi reati.

Fondamentale inoltre, a suo avviso, l’impossibilità di utilizzare il ricorso strumentale alla domanda di protezione internazionale e invece razionalizzare il ricorso al Sistema di protezione per i titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati.

Ok anche l’inasprimento della pena e alla revoca della cittadinanza acquisita dagli stranieri condannati in via definitiva per reati di terrorismo.

Riguardo poi alla urgente problematica degli sbarchi, la Presidente dell’Associazione “Noi per la Famiglia”, ha sollevato dubbi e perplessità in merito ad un dato: ossia nei primi 2 mesi del 2018 gli sbarchi risultano essere diminuiti dell’80% nel nostro Paese; allora la Profeta ha posto un interrogativo: “Questo fantomatico 80 % ora dove si trova? E qual è la differenza tra gli sbarcati e coloro che sarebbero rimasti nei lager libici, che invece tanto dovevano essere evitati?”

Decisamente favorevole anche su altri punti previsti dal decreto: previste aspre pene contro gli abusivi di immobili; favorevolissima sul confiscare beni alla mafia e sulla possibilità di nominare commissari antimafia.

E ha concluso: “L’abilità di Matteo Salvini, a mio avviso, sta nel riuscire sempre ad emergere e brillare con ottimi risultati, nonostante costituisca la minoranza di Governo. Anche i pentastellati sembrano avere una sua impronta”.

 

IL DECRETO

Il provvedimento intende ridurre i costi dell'immigrazione, espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, togliere la cittadinanza ai terroristi, e dare più poteri alle Forze dell’Ordine.

Matteo Salvini si è detto estremamente soddisfatto poiché finalmente l’Italia sarà più sicura, al riparo da mafiosi e scafisti e si ridurranno inoltre i costi per l’immigrazione incontrollata. Sono molte, dunque, le modifiche che entreranno definitivamente in vigore se la legge passerà l’esame del Quirinale.

Il punto centrale del decreto legge è la maggiore sicurezza degli italiani, attraverso l’assunzione di nuove forze dell’ordine, sottraendo pertanto i soldi all’immigrazione clandestina incondizionata e gestita da “fantomatiche” ONLUS.

Verrà inoltre potenziato l’organico degli addetti all’Agenzia nazionale per il sequestro dei beni confiscati alla mafia, che potranno accedere ai database della polizia e utilizzare il Taser, la pistola elettrica entrata in funzione da qualche settimana da parte delle forze dell’ordine.

Le misure restrittive nei confronti dei rom, al momento non sono state adottate, sebbene il ministro rimarchi l’obiettivo di ridurre a zero i campi di zingari in Italia.

Nel decreto legge è prevista l’eliminazione del soggiorno in Italia per motivi umanitari. Ed ancora, raddoppiano i tempi di permanenza nei centri per il rimpatrio, dagli attuali 90 giorni a 180 giorni e verrà revocato il permesso di asilo all’immigrato che commetterà un’infrazione contro la Pubblica Amministrazione; aumentate inoltre le tipologie di reato per le quali è previsto il ritiro del permesso di asilo che includono, spaccio, violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale. I processi non potranno più essere sotto il gratuito patrocinio.

Il ministro Matteo Salvini ha parlato della possibilità di modificare, ampliare, potenziare il decreto legge ed ha ribadito che in caso di pericolosità sociale o di condanne in primo grado, verrà revocato immediatamente il permesso di asilo all’immigrato colpevole di tali reati.

Verranno inoltre ridimensionati i centri SPRAR, (sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati), pur continuando ad esistere.

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