Verso le Regionali, ecco la ricetta di Sospiri (col centrodestra unito)


Voto a febbraio? "Un'illegittimità. Ricorreremo al Tar. D'Alfonso? Pagherà per l'arroganza di chi è sentito il padrone di tutto"



Dopo la decisione da parte della corte d’Appello di fissare le elezioni regionali al 10 febbraio 2019, la reazione di Lorenzo Sospiri, consigliere regionali FI: “Il Pd sa che perderà le elezioni e sta cercando di guadagnare tempo”. E sul futuro dell’Abruzzo ecco che cala i tre jolly: “Occupazioni, sanità e infrastrutture”. 

D. Il voto in febbraio è un autogol, una svista o un disegno preciso?

R. Il 10 febbraio è innanzitutto una illegittimità perché prolunga quella che si chiama tecnicamente prorogatio, ovvero i consiglieri regionali sono a spasso (pagati) senza poter produrre nulla, oltre il termine di legge, senza giustificazione e noi ricorreremo al Tar. In questo modo il Pd tenta inutilmente di scansare una sconfitta certa e dolorosa guadagnando un po’ di tempo.

D. Perché è stata scartata l'ipotesi novembre?

R. Perché il presidente della corte d’Appello, quando ha dato l’intesa sulla data, ha fatto prevalere una missione sul tempo che dovesse intercorrere per le dimissioni di chi è in uno stato di incompatibilità che è assolutamente non congruo. Quindi, secondo lei ci si avvicinava troppo alle festività natalizie, cosa assolutamente non vera, tant’è vero che noi ricorreremo al Tar sperando di avere ragione.

D. Il Pd teme più il calo costante dei consensi o i guai giudiziari per la Giunta?

R. La Giunta non ha guai giudiziari, i guai giudiziari li ha D’Alfonso. Il Pd sa benissimo che straperde le elezioni regionali e le perderebbe comunque, in qualsiasi mese. Come disperati che stanno annegando, tentano di aggrapparsi a qualcosa, ossia un po’ di tempo per sperare che capiti qualcosa: ma non so cosa possa capitare.

D. Quali i tre principali errori della gestione D'Alfonso?

R. La gestione della sanità, cosa che mi pare abbastanza evidente, è peggiorata. Poi la gestione delle partite economiche, dei fondi strutturali, agricoltura e infrastrutture, che sono per lo più spesi male e non hanno prodotto occupazione. Il terzo errore, la gestione del rapporto con gli enti locali perché i sindaci sono abbandonati tra frane, dissesti, terremoti, neve, alluvioni, inquinamento e incendi. Aggiungo un quarto punto, ossia l’arroganza di chi è sentito il padrone di tutto e ha governato la Regione con un uomo solo al comando.

D. Tre proposte per ricostruire l'Abruzzo.

R. Spendere fino all’ultimo e velocemente tutti i soldi strutturali che provengono da trasferimenti statali ed europei perché la prima emergenza dell’Abruzzo è l’occupazione. La seconda emergenza che dobbiamo affrontare è la qualità della sanità e l’abbattimento delle liste d’attesa, quindi assumere più medici e infermieri e meno segretari dentro le strutture di Governo della Regione Abruzzo. Il terzo elemento è stringere un patto con i sindaci per ridare a questa Regione una certa qualità della vita, dal superamento dei pericoli come il dissesto idrogeologico a strade che siano degne di tale nomi, al superamento dell’inquinamento dei nostri mari e dei nostri fiumi e alla tutela dell’ambiente.

D. Perché il centrodestra fatica a decidere sul nome del candidato?

R. Faccio una premessa: più che i problemi del Pd mi interessano le sorti del centrodestra, perché noi avremo una coalizione di centrodestra, il che è la cosa più importante. Vorrei spezzare una lancia a favore dei candidati. Abbiamo tanti bravi candidati, molti nomi sul tappeto e sono tutti forti, in grado di governare bene la Regione Abruzzo.

Siamo una coalizione composta da più soggetti e chiaramente ci sono più teste pensanti. Il tempo è scaduto, è giunto il momento di prendere una decisione, il centrodestra deve decidere velocemente il suo candidato ma credo lo farà già nei prossimi giorni.

 

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