Dalla pax elettorale alla nuova campagna di Haftar su Tripoli


Libia, Gheddafi jr si candida, ma nessuno sa la data delle elezioni (e se ci saranno davvero)



“Formeranno un fronte fronte militare nella regione occidentale dopo aver preso il controllo di alcuni punti importanti”.

Più che una mera dichiarazione programmatica è l'annuncio di una nuova campagna (militare) quella fatta dal generale Khalifa Haftar, l'uomo forte della Cirenaica che la scorsa primavera era stato sul punto di uscire di scena per problemi di salute.

Complice il ritorno della tensione in Libia, con gli attacchi targati Isis alla capitale, ecco che il comando orientale del paese si tuffa su Tripoli, dove il premier Al Serraj temendo per una possibile presa della città rinvia il suo viaggio al Palazzo di Vetro per l'Assemblea Generale dell'Onu.

Una situazione complessa e dai risvolti ancora sconosciuti che non accenna a sedarsi, dopo che gli scontri anche a ridosso dell'aeroporto di Mitiga non si placano. Il punto nevralgico sono i pozzi petroliferi.

E'infatti l'accoppiata banche-petrolio a tenere alta la tensione, anche dei mercati. Il Consiglio presidenziale ha deciso di tassare al 183% le transazioni in valuta estera presso le banche.

"La percentuale verrà aggiunta giorno dopo giorno in base ai tassi bancari", fanno sapere i vertici del consiglio dopo la firma apposta oggi dal Capo del Consiglio di Presidenza, Fayez Al-Serraj, dal Capo dell'Alto Consiglio di Stato, Khalid Al-Mishri, e dal Governatore della Banca Centrale della Libia (CBL), Al-Siddiq Al-Kabeer.

Oltre alle tasse sulla valuta estera, introdotta la tassazione doganale sui beni importati dalle imprese che hanno ottenuto lettere di credito prima dell'approvazione della riforma. Aumentano anche le allocazioni per famiglia a 1000 dollari (da 500 per ogni membro).

Ma se da un lato Haftar accelera mettendo pressione ad Al Serraj, quest'ultimo incassa l'appoggio della Lega Araba che, in occasione del 150mo vertice generale svolto in Sudan, lo invita a tagliare con le istituzioni parallele libiche.

E osserva: “Dovrebbe esserci una soluzione politica-globale alla crisi della Libia, come sostenuto nell'accordo di Skhirat firmato il 17 dicembre 2015. Sottolineiamo la necessità di rispettare la sovranità della Libia e di opporsi a qualsiasi intervento straniero”. E'la ragione che porta la Lega Araba a sollecitare il Consiglio di sicurezza dell'Onu a revocare parzialmente l'embargo sulle armi in Libia per consentire alla guardia presidenziale di combattere il terrorismo e l'immigrazione clandestina.

Intanto Gheddafi jr annuncia di voler scendere in campo alle elezioni, ma nessuno al momento conosce la data delle elezioni (e se ci saranno davvero). Chissà che ne pensano a Washington, Mosca e Pechino.

 

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