Vi spiego da dove parte la sconfitta del Pd: parla Melilla


In Abruzzo ha avuto un risultato peggiore rispetto al dato nazionale. E sulle prossime elezioni regionali: "Non penso di candidarmi"


di Anna Di Donato
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
13/09/2018 alle ore 10:16

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“Monito di riflessione per il Pd” . Gianni Melilla, ex parlamentare Sel, commenta così le dimissioni del segretario regionale del Pd Marco Rapino, rassegnate nelle ultime ore: “Momento di grave difficoltà per il partito”. E sulle prossime elezioni regionali: “Non penso di candidarmi”. 

Rapino si è dimesso. Un bluff, un passo in ritardo o l'inizio della fine?

Le dimissioni del segretario regionale del Pd testimoniano il grave momento di difficoltà di questo partito che alle ultime elezioni politiche ha subìto una profonda sconfitta la cui radice é nelle politiche seguite negli ultimi decenni. In particolare, penso alle disastrose controriforme del governo Monti che il Pd e anche Forza Italia hanno appoggiato.

Non a caso, le forze politiche che hanno vinto le elezioni sono quelle che hanno cavalcato i terribili effetti sociali di quelle riforme. Pensiamo alla legge Fornero sulle pensioni. Naturalmente i motivi di questa sconfitta sono nazionali e Rapino c’entra molto poco, ma ha fatto bene ad assumersi una quota relativa di responsabilità politica. Avrà modo, comunque, di continuare il suo impegno politico con la passione che tutti gli riconoscono.

Perché la sinistra in questa regione come in Italia sta affrontando questa fase di difficoltà?

In Abruzzo il Pd ha avuto un risultato peggiore rispetto al dato nazionale. Su questo forse Rapino ha inteso mettere l’accento per dare una scossa alla riflessione e all’iniziativa politica del Pd alla vigilia delle prossime elezioni regionali tra qualche mese.

(LEGGI ANCHE: SI SCRIVE RAPINO, SI LEGGE REGIONE)

Il M5s le ha rubato i temi legati agli ultimi e al lavoro?

Certamente: i nazionalisti della Lega (li chiamo con il loro nome effettivo perché tutti siamo sovranisti nel senso del rispetto della sovranità popolare, ma poi ci dividiamo tra chi è nazionalista e chi è europeista) e i grillini hanno coltivato la protesta verso i partiti e le istituzioni e l’hanno coniugata con il disagio della povertà, della disoccupazione e del prolungamento inaccettabile del pensionamento. È stata una miscela esplosiva che il Pd ha capito troppo tardi. La paura per l’immigrazione ha fatto il resto, rendendo vana l’opzione umanitaria.

Quali sono i primi tre provvedimenti che il nuovo governatore d'Abruzzo dovrebbe prendere secondo lei?

Accelerare la spesa per i progetti europei per favorire l’occupazione e gli investimenti, rilanciare la sanità ammodernandola e rendendola più efficiente (abbattimento liste di attesa, assunzioni per coprire i vuoti di organico del personale sanitario), puntare sul turismo e sull’Abruzzo Regione verde d’Europa.

E quali i tre maggiori errori commessi dalla giunta D'Alfonso?

La Giunta Regionale con D’Alfonso e Lolli ha conseguito buoni risultati in vari campi, tranne che sulla spesa dei fondi europei in cui si è andati avanti a macchia di leopardo con assessorati che hanno fatto il loro dovere e altri che hanno speso troppo poco delle risorse che avevano.

Medita di candidarsi alle prossime regionali?

Non penso di candidarmi. Non saprei neanche con quale partito, non riconoscendomi ormai da mesi in nessun partito di sinistra. Darò una mano all’unità della sinistra, al rinnovamento profondo delle sue politiche in direzione del mondo del lavoro e dell’enorme area che soffre il disagio sociale, la disoccupazione, la povertà, l’indebolimento dello stato sociale.

Sono un compagno nel senso più pieno di questa parola e credo che la sinistra senza popolo non abbia nessuna funzione utile. In questi anni i gruppi dirigenti nazionali hanno parlato più con le Banche e le Multinazionali che con gli artigiani, i lavoratori, i disoccupati, i pensionati. La sconfitta della sinistra nasce dalla mancata rappresentanza dei ceti popolari e da qui bisogna ripartire per sconfiggere gli imprenditori politici della paura e dell’ insicurezza.

Il problema riguarda tutti coloro che hanno a cuore non solo le sorti della sinistra, ma anche e soprattutto il futuro dell’Italia e dell’Abruzzo.

 

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