La piovra (impunita) della pedofilia ecclesiale e quei silenzi di Bergoglio


Non dirà nulla sull'emergere di connivenze coi prelati pedofili. Lui, sempre così loquace, adesso tace



È stata fatica inutile la faccia contrita di Papa Bergoglio e la sua ennesima richiesta di perdono agli irlandesi. Inutile perchè, adesso che dovrebbe parlare, il Pontefice tace. Non dirà nulla sull'emergere di connivenze coi prelati pedofili.

Nulla sulle accuse che non un curato di campagna o un monsignore qualsiasi, ma un ex nunzio apostolico, gli ha pubblicamente rivolto. Lui sempre così loquace adesso tace. 

Tace e si nega alle domande più che legittime con la tartufesca trovata che certe accuse si commentano da sole. Tace sperando che la coltre dell'oblio (e non la Provvidenza) rimedi.

Il fatto però è che il bubbone fetido della pedofilia tra i preti è scoppiato. Anzi, riscoppiato. Stavolta con accuse circostanziate. Così è del tutto plausibile che non basterà la tappa in Irlanda.

Anche perchè, a voler essere conseguenti, Bergoglio dovrebbe attrezzarsi per far diventare, quella supplica, una sorta di perdono itinerante. In ogni parte d'Italia, per cominciare. E in ogni parte del mondo.

Lo sa bene anche lui che le scuse non sono più sufficienti. Che è difficile cavarsela così stavolta. La cruda verità sta dilagando ovunque. E dice che Papa Francesco, alisa Jorge Bergoglio, come tutti i preti e tutte le gerarchie ecclesiastiche sapeva, sa e ha sempre saputo. E, come tutti, ha sempre taciuto.

Se non fosse riesplosa la rabbia per i reiterati delitti sessuali di tanti topi di fogna travestiti da pastori di anime, se non ci fosse ad ogni viaggio la certezza di contestazioni, né lui né i confratelli che lo hanno elevato al Soglio di Pietro avrebbero mai pensato di implorare perdono. Così come giammai hanno mosso un dito.

Sappiamo che è così. Stupore, indignazione, perdono e rimozione: sono queste le quattro fasi dell'ipocrisia vaticana. Tecnica gesuitica ben collaudata. Adesso (purtroppo per loro) inutile. Anche se si cospargesse davvero il capo di cenere, e non l'ha mai fatto; o se si inginocchiasse, e non ha fatto nemmeno questo.

Perchè i preti pedofili, quelli che abusano sessualmente di bambini e adolescenti, sono un fatto così grave, così abnorme eppur così intrinsecamente presente e costante nella Chiesa di Roma che nessuna parola di nessun Bergoglio può essere definitiva: non vale nulla. Zero. Perchè, questa è la verità!, è zero quel che lui e i suoi porporati hanno fatto in decenni di denunce e di dolore.

Mai nessuno che avessero consegnato di loro sponte alla giustizia terrena. Mai neppure uno di questi fetidi criminali, in tonaca o col collarino, che avesse assaggiato, non le altrui, ma le loro stesse prigioni e ci fosse rimasto, meritatamente, segregato a vita. Niente. È una piovra ramificata e potentissima. Per cui parole, solo parole. Altro che il finto stupore (e il cauto silenzio) per il dossier di questo monsignor Viganò. Il Vaticano ha sempre saputo, sempre ignorato e sempre protetto questi autentici bastardi.

Se proprio vuol essere creduto, Bergoglio non ha altro da fare che dire la verità. Certe accuse non si commentano da sole, nossignore. Certe accuse esigono spiegazione e giustizia. Terrena giustizia. Dica la verità, quindi. E faccia mea culpa. Altrimenti taccia per sempre.

 

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