Grecia, non solo isole, gas e containers: ecco il mega resort da 10mila posti letto


L'Atalanti-Hills sorgerà a due passi dalle Termopili dove Leonida e i 300 fermarono i persiani di Serse. Investimento da 1,5 mld



Più di un miliardo e mezzo di investimento complessivo, per uno dei nuovi poli del turismo del lusso che darà lavoro a 8mila persone con quasi 10mila posti letto, tra ville, resort e classici hotels.

Si chiama Atalanti-Hills e sarà realizzato nella Grecia centrale a due passi dalla Piana delle Termopili, dove il re spartano Leonida e i suoi epici 300 fermarono la conquista dei persiani di Serse in un fazzoletto di terra e acque che paradossalmente oggi potrebbe segnare un seme di ripresa per la barcollante economia ellenica.

L'investimento, ovviamente privato, è curato dalla londinese Lokros Real Estate e i lavori inizieranno entro l'anno. Tre campi da golf a 18 buche, ville esclusive, bungalow a cinque stelle, spa, hotels con in totale 3.306 residenze per le vacanze completamente attrezzate per tutti i gusti, da vendere o affittare a clienti esclusivi, estesi per 1.703.465 metri quadrati.

Solo nel primo anno di costruzione verranno generati 622 posti di lavoro che saliranno a 5.500 spalmati nei primi 14 anni di attività e, per arrivare a più di 8.000 complessivi tra cuochi rigorosamente stellati, camerieri mutilingue, personale di servizio a cui si sommano le nuove professionalità legate al turismo di qualità, come manager internazionali, allenatori per le scuole di tennis e di golf che sorgeranno, autisti in livrea e piloti per gli elicotteri che scaricheranno vips e personaggi del jet set.

Una prima previsione di carattere finanziario, parla di ricavi per 46 milioni di euro, utili per 150 milioni e 184 milioni relativi al giro di vendite annuali.

Non solo una boccata di ossigeno per la Grecia sventrata da 6 anni di crisi, tra prestiti infiniti e promesse di ripresa, ma un punto di ripartenza per creare poli turistici anche nell'entroterra e non solo nelle gettonatissime isole. Il resto la farà la vicinanza (un'ora di auto) dall'aeroporto internazionale di Atene, dall'oracolo di Delfi, da quel continente prismatico a cavallo tra Fthiotida, Evritania e Epiro denso di storia e natura incontaminata, con templi di Apollo e Demetra e il sito da dove Eracle fu assunto in cielo.

Il prossimo passo spetta a chi in Grecia ancora deve fare molta strada: le agenzie interinali per il lavoro, che in questa partita potrebbero avere non solo occasione per ottenere profitti ma anche per ampliare il proprio know how, nella consapevolezza che se il pubblico impiego in quel paese (come in altri) è praticamente ai titoli di coda, è sugli investimenti nel medio-lungo periodo che si deve contare per fare affari e, quindi, creare posti di lavoro.

L'Egeo in questo momento sta diventando un significativo hub per il gas, vista la concomitanza del gasdotto Tap e dell'Eastmed, un hub per containers visto che Cosco China ha privatizzato il porto del Pireo dove scarica migliaia di containers a settimana, un hub militare da quando gli Usa hanno abbandonato la base turca di Incirlik per trasferire in Grecia navi, aerei e uomini nell'ambito della macro partita del medio oriente.

Non sfruttare questa colossale occasione, se possibile migliore delle mille promesse di presunti leader e di partiti senza consistenza, significherebbe perdere l'ultimo treno di passaggio.

 

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