Sì, è proprio il Mondiale del cambiamento (anche grazie alla Korea del Var)


Mentre in Italia i cinesi furbastri del Milan vanno a sbattere il muso giallo contro le coppe



Esultate senza infierire, poichè non avrebbe senso, oh accompagnatori solo mediatici di Russia 2018... esultate e gioite perchè avete il privilegio di assistere ad un pizzico piccante della storia del calcio e non...è nato il Mondiale del Cambiamento. 

La Germania sempreinpiedi cade al cospetto della Korea del Var (Sud o Nord ormai poco importa). Mai successo e mai pensato succedesse così, come l'italietta alla coreana degli anni sessanta e di inizio nuovo millennio.

Ma così è. Le espressioni stravolte e incredule dei giocatori fanno persino tenerezza...sì tenerezza...essi roteano occhi vuoti, come chi passi da un vitalizio blindato al nulla nello spazio di un gol, anzi di due, con quei coreani, trottole umane, che corrono sempre, magliette rosso fuoco imprendibili...diavoli trionfatori.

Le cronache italiche inferiori intanto puniscono il Milan (diavoli rossoneri) con la reclusione in Italia per un anno. I cinesini che come Totò finsero di comprare la Fontana di Trevi per rivenderla, sono ormai introvabili. Gli ottavi di finale sono alle porte. I più avveduti avvertono, non senza ragione, che i giochi cominciano davvero adesso.

Con la vittoria di routine del Brasile e il pareggio controllato della Svizzera il quadro è quasi delineato. Il tabellone tipo tennis propone comunque la solita quasi centenaria sfida tra due soli continenti: Europa e Sud America, con il mezzo jolly del Messico, che, muri a parte, è pur sempre la cerniera delle Americhe.

Oggi ultimi posti in palio con Senegal Colombia, Giappone Polonia e per il piazzamento migliore tra Inghilterra e Belgio, mentre Tunisia e Panama, presumibilmente, si divertiranno per lo scambio di maglie e i selfie alla fine della partita.

 

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