Cosa si muove (tra partiti e liste civiche) in vista del ballottaggio a Teramo


Morra (centrodestra) sarebbe in vantaggio rispetto al candidato del centrosinistra. M5s out


di Anna Di Donato
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
17/06/2018 alle ore 14:23

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Manca poco al secondo turno delle elezioni amministrative che si terranno a Teramo il prossimo 24 giugno e l’atmosfera è piuttosto tesa. I primi risultati dello spoglio parlano chiaro: l’astensionismo ha fatto da padrone, mettendo in risalto una certa stanchezza da parte degli elettori mentre il Movimento 5 stelle fatica a imporsi sui territori tant’è che sia a Teramo sia a Silvi non è bastato neppure l’intervento di Luigi Di Maio. 

Il Pd sembra invece restare a galla, affidandosi al civismo. Attualmente i dati del primo turno vedono in testa il candidato di centrodestra, Giandonato Morra, con un 13% nei confronti del rivale di centrosinistra Gianguido D’Alberto.

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“Per vincere il ballottaggio puntiamo sulla forza che abbiamo già espresso in questa prima tornata, un grande consenso e una ricostruita coalizione di centrodestra - dice Giandonato Morra - puntiamo inoltre ad approfondire alcune delle maggiori problematiche di Teramo: oltre alle tematiche di ordinaria amministrazione, ci concentreremo su un forte dialogo con l’Ufficio per la Ricostruzione che è in grave ritardo, perché vogliamo riportare i 400 sfollati teramani in città. Daremo spazio a opere di rigenerazione urbana e ripristino della vita nel centro storico e nelle frazioni. È previsto anche un progetto di videosorveglianza che copra la città nei suoi punti topici e il rilancio del nucleo industriale per attrarre aziende anche fuori Abruzzo. Non sono previste alleanze in vista del ballottaggio ma c’è un dialogo aperto con i singoli”.

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Nessuna alleanza anche da parte del centrosinistra di D’Alberto che ha recentemente dichiarato che non vi saranno apparentamenti ma solo possibili confronti su temi e progetti, senza scambi di poltrone.

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Delusione da parte degli sconfitti, tra cui la candidata “Sinistra per Teramo” Paola Cardelli, che su facebook commenta: “La mia candidatura in solitudine, dovuta soprattutto alla necessità di dare un senso ed una continuità al faticoso impegno di una consigliatura nata purtroppo con il marchio dei 5S, non ha mai avuto di certo grandi chances. Ma le proporzioni di questa débâcle sono state tali da farmi rendere conto di come il mio mondo sia completamente avulso dalla realtà, io sia solo un’inveterata sognatrice e la mia attività politica abbia avuto ben poco senso. Ringrazio di cuore e saluto i pochi “alieni” che mi hanno votata ed i pochissimi veri sostenitori che mi hanno aiutata”.

 

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